Road to Produzenia
Autore: cecil
Pirati.
Sembravano spariti nelle sabbie del tempo ed invece ancora tra noi ad infestare le acque del Meditterraneo. Alla vista dello scafista però se ne vanno invertendo la rotta.
- Alleati di Al Qaeda
- Per quanto ne so Quella è alleata un pò con tutti
Si appresta a controbattere lo scafista alla timida presa di posizione di Matricola 455. Chissà perchè ma tutto quello che esce dalla bocca di Matricola 455 è mediocre potenzialmente bersaglio di sfottò e minacce, mentre quello che esce dalla bocca dello scafista è ambiguo ed interpretabile in modi diversi. Eppure riesce a distoglierci dall’idea che siamo ancora in mezzo al mare, probabilmente persi. La mappa è vecchia di 400 anni ed i venti venivano raffigurati come bambinetti capricciosi che soffiavano sui galeoni. Navighiamo a vista divorati dal sole che infiamma un’aria malata.
Guardo in alto, Produzenia è sotto questo stesso cielo.
- .. sembra a me o il cielo sta diventando come quello in Cina?
Che ci sia sole o pioggia. Grigio. Forse è tutto il mondo ad essere malato. Il dondolare del mare, l’aria che respiriamo, l’isolamento….. la noia:
- L’ha studiata bene Bin Laden a salire sul K2. Ma ve lo immaginate? Vestito da trekking, entrare in una caverna e bere un sorso d’acqua di sorgente: Altissima, Purissima, Levissima.
Il sole batte costantemente sulle nostra teste, la cappa grigia penetra nelle nostre ossa, il confine tra sonno e veglia diventa sottile. Ma una cosa è certa: a Produzenia stanno facendo qualcosa di grosso.
- Tu la conosci?
Lo scafista ci guarda e sorride.
- Per sentito dire. La vita lì è sicuramente più facile che da altre parti. E’ un paesino talmente piccolo che tutti si conosco, non c’è nessun dubbio, y è sempre uguale a y. C’è solo una maggioranza.
- E dove l’hai sentito dire?
- Nella mia ultima riunione di condominio, prima che decidessi di fare quello che faccio.
Anche M.455 smette di remare.
- Che c’è? Vi sembra così strano che anch’io avessi una vita normale prima di questa?
Parlo per tutti.
- ehm.. no no… continua
Pausa. Lo scafista guarda il mare, si guarda le mani sul timone
- Fanculo, mi avete fatto dimenticare che volevo dire.
Fondi di barile
Autore: cecil
Ora dovrei dire qualcosa di banale per immortalare l’evento, almeno per spezzare il silenzio calato dal momento in cui la faccia di Matricola 455 è apparsa dal vano macchine del nostro relitto galleggiante. Siamo fermi in mezzo al mare.
- Ho come l’impressione che M.455 voglia dirci qualcosa…
Non abbiamo il coraggio di chiederglielo, non vogliamo ammetterlo ma sappiamo già la risposta. Il gasolio e i bei tempi in cui si sfondavano le onde con la prua, sono finiti. Lo scafista non fa una piega, lascia le mani dal timone, si alza e si dirige verso il fondo alla barca.
- Sono finiti i barili
Ci ha fottuti. Ora pretenderà un secondo anticipo per fare arrivare i rifornimenti. Era chiaro già dai discorsi col Tollo che quest’uomo ci stava nascondendo qualcosa. Dobbiamo mantenere la calma e non farci sopraffare dall’agitazione. Il mare è ancora tranquillo sotto i nostri piedi: non sempre è con la forza che si sopravviveve in natura, a volte basta l’adattamento.
- Ha ragione chi butta la bomba per primo.. guarda gli americani
Il tempismo del Tollo è sempre stato un fatto indiscutibile. Che fare ora? Piazzati in mezzo al mare, così lontani dalle coste italiche, così lontani dall’attracco africano.
Adattarsi alla condizioni avverse per sorpavvivere e per continuare il viaggio per Produzenia.
- Sentite facciamo a modo nostro, niente soste per il rifornimento.
Sono chiaro con lo scafista, mi asciugo la fronte con uno straccio. Poi mi volto verso M.455:
- Tu rema.
La costa non dovrebbe essere lontana a guardare la mappa del nostro traghettatore.
Eroi comete e barzellette
Autore: cecil
Mentre il Tollo sta amabilmente disquisendo col nostro scafista, M.455 lucidando gli ottoni ed Hakai ascoltando la radiolina: previsto allarme meteo per la giornata di domani, io sono nel retro della barca a guardare la scia schiumosa che il nostro relitto lascia dietro di sè.
Della mia vecchia uniforme da controllore mi è rimasto solamente il berretto, il resto della divisa l’ho regalata al vecchio rom in fuga incontrato prima di salpare per le coste africane.
Unico cimelio della mia breve avventura in uniforme.
Uniforme = Disciplina
rewind - flashback - immagini random
Se devo darvi un esempio di disciplina quello più lampante risale sicuramente agli anni dell’Istituto Tecnico Industriale. C’era questo professore di matematica dagli occhi azzurri, scavato in volto come un reduce di guerra, voce pacata e distensiva ma dai metodi così sottili e freddamente logici che sembrava uscito da un romanzo di guerra psichica. Tra i test dei primi manicomi per misurare il grado di demenza dei pazienti e le prove psico-attitudinali delle SS per tarare la disciplina dei giovani tedeschi.
Il metodo era semplice: il tuo quaderno deve essere tassativamente un raccoglitore ad anelli. Anelli grandi. No medi, no piccoli. Grandi Anelli. Psicologicamente eri già in difesa. L’idea di riempire un quaderno con fogli pieni di calcoli matematici spegneva ogni tipo di protesta.
Sulla copertina incollare un foglio a quadretti delle dimensioni di 40cm X 20cm. Non un centimetro di meno, non uno di più. Così per la spalla del quaderno e per “la terza copertina”. Come un cazzo di romanzo. Nome e cognome ovviamente in evidenza, stampatello, colore nero, carattere di tot centimetri di ingombro. E il Numero di Matricola professore? Devo mostrarle la mia dentatura all’interrogazione?
A quel punto aveva l’attenzione completa della classe. Più per timore di trovarci di fronte ad uno squilibrato che per puro interesse accademico.
Leggeva sempre un passaggio di Mago Merlino sull’imparare: “… imparare è l’unica cosa di cui non ci si stanca mai… imparare è …. ecc ecc” ripetuta ogni volta che entrava in classe. Non solo, pretendeva la imparassimo a memoria.
- Imparare è l’unica cosa di cui non si riesce ad essere assuefatti…
Sento lo scafista esclamare questa frase al Tollo. Lo scafista, il professore di matematica, personaggi casuali incontrati casualmente che lasciano in te le loro ossessioni, le loro fisse per poi sparire di nuovo, come delle comete.
Uno scafista con il debole per la letteratura.. dev’essere il sale marino.. Eppure il mondo è pieno di gente come lui. Il mondo ha bisogno di eroi come questi.
- Io non sono un fuori di testa, io sono un visionario. I fuori di testa sono quelli che sentono le voci, che ammazzano i genitori, che lavorano per Bin Laden. Quelli sono i fuori di testa.
La traiettoria di una cometa si misura al prossimo passaggio.
L’esodo di casa FAD - DAY 25
Autore: Sig. Tolleranza
“E’ lontana la Tunisia?”
“Sta zitto e nuota.”
Lo scafista sembra essere uno di poche parole. Scruta l’orizzonte con circospezione e si ferma ad ogni possibile avvistamento di imbarcazione. Un peschereccio, una nave da crociera… niente di catastrofico per la sua attività, non è proprio lo stesso target di clientela e non è nemmeno un pericolo per la sua libertà. Hakai si rilassa a poppa mentre Cecil, nella sua uniforme da capotreno, controlla che M.455 continui a pulire e, periodicamente, lo minaccia di buttarlo giù dallo scafo se non gli fa vedere il biglietto.
Io odio gli scafisti, ma è l’unico con cui scambiare due parole.
“Come va, fallito?”
“… come?”
“Si, fallito. Sei un fallito, giusto? Ti riduci a campare sulla disperazione altrui, vivi ai margini della società, ti nutri di disperazione ed adrenalina e se le cose vanno male, fermi la barca e butti a mare.”
Il tizio mi guarda, mette mano al motore e ferma la barca.
Per un attimo sbianco, pensando a quanto è lontana la Tunisia.
“Mi chiamo G****o Men***in. Ci tenevo che lo sentissi bene perché non lo ripeterò.”
Al momento, ha tutta la mia attenzione.
“Io non vi ho cercato, non vi ho fatto domande e non ho chiesto motivi. Io mi limito a traghettare da un inferno all’altro, come un moderno Caronte. Non cerco gloria e non voglio ringraziamenti. Voglio solo i tuoi soldi. Ma cos’ho di diverso da tutti quelli che lavorano in un ufficio?”
“Forse il fatto che non è un lavoro onesto?”
“E allora? Quindi se venisse legalizzato, non giudicheresti più un fallito? Oppure avrei tutta la tua compresione? No, forse no. Come magari non giudichi onesto un avvocato o un direttore di BANCA o un politico.”
[…]

Lo scafista
Autore: cecil
- Siete i primi che lo fate
Il lento dondolare del vecchio peschereccio sulle onde del mare fa riaffiorare ricordi persi nel tempo. La memoria come il sacco nero che si porta appresso Hakai dall’inizio del viaggio. Durante il viaggio raccogli cianfrusaglie che non penseresti mai di portarti appresso e una volta tirate fuori possono sorprenderti.
Lo scafista fuma un sigaro e ad ogni boccata è una nuova nuvola di fumo che riempie la cabina. Ci porta lontano dalle coste italiane, verso il Nord Africa.
- In tutta la carriera da scafista nessuno, e dico nessuno, mi ha pagato per fare il tragitto al contrario.
E con “pagato” lo scafista si riferisce a M.455 intento a fare il mozzo per l’intero viaggio. Abbiamo lasciato la costa da qualche ora diretti verso un punto ignoto all’orizzonte.
- E’ la chiave la risposta?
- No è solo una chiave che apre una serratura.
Il fatto che ci sia stata data da un primate non è importante.
L’esodo di casa FAD - DAY 22
Autore: Sig. Tolleranza
La notte è illuminata in lontanza da alte fiamme che lambiscono il cielo stellato.
Nemmeno la pioggia sembra in grado di estinguerle.
Avanziamo tenaci verso l’ignoto, con il coraggio di un bambino che si avvicina per la prima volta ad un incrocio stradale mentre le macchine gli sfrecciano vicino. Lui le guarda sorridente e divertito e già i genitori sono sbiancati perché sanno quello che potrebbe succedere.
“Dove andiamo?”
“Chi siamo?”
Le domande si fanno strada nella mia mente con forza e, non trovando risposta, girano come zanzare impazzite attirate dalla luce. Per adesso, non possiamo far altro che farci tutti coraggio ed andare avanti, sperando che chi ci guida abbia le idee meno confuse delle nostre.
“Hai una cartina?”
“No, sono del posto.”
Credo che il villico abbia frainteso il mio amico, nonché guida, Cecil.