Tornano i poeti pt.2

Autore:  cecil

L’ho sentita stamattina alla radio mentre mi recavo al lavoro. Talmente assonnato da scaldarmi una tazza d’acqua al microonde, metterci due cucchiaini di zucchero e berla così, senza bustina del thè. Il mio cervello non era ancora in moto ma quando ho sentito la canzone di Francesco Renga tutto si è ricomposto, tutto finalmente è tornato a risplendere. Ligabue, che poco tempo fa abbiamo osannato per le sue liriche così profonde, non è nulla in confronto. Guerra di versi persa in partenza. Francesco Renga questa estate si sarà comperato sicuramente Brain Training del dottor Fujyhama per il suo allenamento mentale.

Ho qualcosa nella testa
Qualche cosa che non va
La mia vita è su una pista
Non so dove porterà
Ma sono libero, libero
è solo una bugia
Sono il cattivo esempio
Che ti trascina via
Ancora qui
Anche se troppe volte
Mi sono fatto male
Ancora qui
Restare in piedi è facile per me
Sto già bene
Sto già bene
Giro in tondo, cade il mondo
Ma dov’è la novità
Resto a galla, vado a fondo
Chissà quando finirà
Ma sono libero, libero
Il mondo è casa mia
Sono il cattivo esempio
Che ti trascina via
Ancora qui
Anche se troppe volte
Mi sono fatto male
Ancora qui
Restare in piedi è facile per me
Sto già bene
Sto già bene
Ora sai che c’è
Ora sai che c’è
Io non ho più bisogno di te
Sto già bene

Avrei vomitato anche solo l’acqua calda.

Poeti

Autore:  cecil

Anche questa Badnews parte “aziendale”. Niente proclami e/o invettive contro la punta della piramide e gli schiavi ai suoi piedi ma solo per parlare di un commerciale,legato ad un ricordo che ruota attorno ad un regalo natalizio: “Lettere d’amore nel frigo” di Ligabue Luciano. Questo commerciale viene ironicamente appellato con l’aggettivo “il Brillante” per il modo e lo stile che utilizza con le colleghe più giovani: “Ciao Bambolina… posso chiamarti bambolina vero?!”, un misto tra una comparsa di Centro Vetrine e un bagnino di Rimini Rimini, il tutto sempre sorridendo con 65 denti bianchissimi che a confronto la tipa della AZ si sparerebbe in piena faccia per la vergogna. Per ringraziare alcuni nuovi ragazzi per un progetto concluso ha voluto regalare loro questo bellissimo libercolo dell’autore di Certe Notti. E’ lo stesso che ogni anno, quasi con precisione maniacale, manda email con quei meravigliosi allegati animati e sonori: Babbo Natale Rock, le renne innevate col naso da clown, la slitta formula 1, le palline rotolanti. Quest’anno, forse per rimanere in clima grigio dell’azienda, si è limitato a prendere una cartolina marketing aziendale e augurare a tutti buone feste. Anche i public relations nel loro piccolo si deprimono.

Ma torniamo a Luciano Ligabue, il poeta.
In America ci pensa gente come James Blunt a farci sognare con versi che rimarranno nelle epoche a venire quasi quanto ‘Amor, ch’a nullo amato amar perdona’:

You’re beautiful. You’re beautiful.
You’re beautiful, it’s true.

Ma anche qui non scherziamo per nulla. Ecco a voi Ligabue Luciano, poeta e amico del Petrarca:

Niente paura, niente paura, niente paura
ci pensa la vita mi hanno detto così

Chi te l’ha detto? Vogliamo le fonti Liga.

Cave Canem

Autore:  cecil

Sembrano interessanti…

C’è una storia che mio nonno mi raccontava sempre per addormentarmi… È inverno ed un passerotto appena nato se ne sta al caldo nel suo nido che mamma passerotto gli ha preparato alla perfezione in cima all’albero. C’è solo lui nel nido e la mamma passerotto prima di lasciarlo da solo per andare a cercare del cibo gli raccomanda di starsene fermo e per nessun motivo cercare di volare perché non ne è ancora capace. Una volta lasciato solo, il passerotto incurante di ciò che la mamma gli ha detto, uscì dal nido sbattendo goffamente le ali e dal ramo si tuffò nel vuoto cadendo poi rovinosamente a terra perdendo i sensi. Al suo risveglio, praticamente congelato incominciò a rendersi conto di essere in un mare di guai. “Ah, se avessi ascoltato la mia mamma ora non sarei in questa situazione…” e quindi cominciò a chiamarla a squarciagola tipo “PIO-PIO-PIO-PIO”. Il suo richiamo catturò l’attenzione di un’enorme mucca che si avvicinò incuriosita. La mucca gli domandò subito: “Passerotto, ma che ci fai fuori dal nido? Sei caduto? E dov’è la tua mamma?” Il passerotto vuotò il sacco e scongiurò la mucca di portarlo in cima all’albero nel suo nido perché stava morendo di freddo oltre che di fame. La vacca lo guardò con stupore e gli disse: “Passerotto, non vedi? Io sono una mucca… non so ne volare ne catturare i vermi per sfamarti, ma se tu hai così freddo posso almeno cercare di tenerti caldo, nel frattempo che la tua mamma ritorna”. Il passerotto si sentì molto meglio all’idea ed accettò. La mucca quindi si girò mollandogli una super cagata dritta in testa. Una montagna enorme di merda puzzolente che ricoprì completamente il piccolo passerotto. La mucca poi gli disse: “Lo so che è un cattivo odore, ma almeno così non morirai di freddo. Ora stai calmo e vedrai che la tua mamma ritornerà presto e ti aiuterà, ora ti saluto… devo andare”. La mucca si allontanò lasciando nuovamente solo il piccolo passerotto. Dopo pochi minuti però il passerotto anziché starsene zitto continuò il suo pio pio sempre più forte. Questa volta il suo vociare insistente richiamò l’attenzione di un lupo. Il lupo si avvicinò senza dire una parola e il passerotto, alla sua vista cercò di nascondersi dentro la cacca sperando così di sfuggirgli. Ma il lupo, infilò la sua zampa nella cacca e tirò fuori il passerotto afferrandolo per il coppino. Poi, sempre senza dire una parola lo osservò attentamente, poi lo ripulì accuratamente dalla cacca con l’altra zampa e se lo mangiò in un boccone solo… Fine della storia. Il nonno dice che la morale c’è, però bisogna cercarsela da soli. (Jack Beauregard)
Per rimanere in tema di mucche, un video pazzesco:

Sotterranei

Autore:  cecil

mi dai fastidio

Oggi si va di rece musicale. Voglio parlarvi de “I Camillas“. Serata per gruppi emergenti in una cornice come quella del Velvet Rock Club, una volta “The House of Rock”, oggi trasformata da quel simpatico buffone di Thomas Balsamini in una specie di “The House of Shit”. Fortunatamente i concerti non sono ancora stati tramutati in “oro” dai suoi lunghi tentacoli per cui si possono ascoltare ancora gruppi decenti. Ebbene i Camillas si presentano in due sul palco, chitarra/voce e voce-synth-tamburi-ecc, mascherati rispettivamente da Frankenstein e una specie di DevilMan(!!). Già questo fa guadagnare dei punti rispetto a tutti gli altri gruppi. Poi inizia il concerto, ritmi ripetuti e semplici, quasi ossessivi e liriche “easy”, non nel senso dispregiativo del termine. Hanno il dono della sintesi e non si prendono troppo sul serio, punto fondamentale a loro favore. Semplicemente esilaranti dal vivo. Da consigliare assolutamente (ascoltare per credere).

Video diretto da Timothy Saccenti. Dal cognome potrebbe sembrare uno dei personaggi cazzuti dei Sopranos ed invece è “solo” un regista di videoclip che aveva destato la mia attenzione per un altro bellissimo lavoro (Atlas dei Battles). Stavolta si dedica ad un vero e proprio cortometraggio “di nicchia”….