Movimento lento

Autore:  Cittadino

Ebbene non è stato nessuno a tirare il freno a mano. Mi volto indietro e vedo tutti i miei compagni di viaggio appoggiati, chi con la fronte al vetro chi con la testa sullo schienale, dormire beati. Se potessi metterei il furgone sopra un carrello e inizierei a farlo ruotare su se stesso, per il resto aspetterei per farmi una bella risata. Magari Hakai, con M.455 sarebbe fin troppo banale.
E comunque prima o poi dovrò svegliarli dal loro torpore, attorno a noi vediamo ancora i negozi che ci hanno rifornito in tutti questi anni, i soliti visi, i dettagli noti, le buche sull’asfalto, le ombre dei palazzi, i lampioni funzionanti e quelli intermittenti.
Stringo il volante, dobbiamo ripartire. Muovendosi cambia. Solo a questa condizione un movimento produce un mutamento.

F.A.M.

Autore:  Cittadino

Il furgone ha strattonato per qualche metro poi si è inchiodato. Abbiamo pensato alla benzina e non abbiamo guardato gli altri livelli, nella fretta di partire.
Olio? Impianto elettrico?
- Pensavi fosse facile partire per Il Viaggio?
Il collo mi fa male, la fronte ha urtato il volante. Presto una bella macchia viola comparirà come un terzo occhio a ricordarmi di quanto erano duri i materiali di una volta. Siamo costretti a scendere a pochi isolati dal nostro cortile. Ma non ci manca certo lo spirito:
- Da qui si vede la nostra antenna! Collegata a quella dei vicini!
- Stai zitto e spingi
Questo furgone pesa, aveva dato l’idea di essere così leggero quando era in moto. Le cose immobili appaiono sempre più pesanti…
Ora mi dite chi cazzo è stato a tirare il freno a mano.

La tanica

Autore:  Cittadino

- Ma tu l’hai vista Produzenia?
- Ci sono stato, in sogno.
- E com’è?
- Non si riesce a descrivere ma è là che andremo. Tutti Quanti….prima o poi.
- Ok va.. un’altra delle tue trovate per scroccare un passaggio per chissà dove.
- No questa volta è reale, è la fuori che ci aspetta. Ci sono le prove.
Le cartelline sparse sul sedile posteriore, qualche ritaglio di giornale, foto dai contorni bruciati, documenti ripiegati più volte, fogli ingialliti. Prendo qualche ritaglio che mi capita tra le mani, è tutto nero su bianco:
PICCOLO BUDDHA NELLA FORESTA.
E’ SUBITO META-FICTION.
PISTOLA SPIANATA, RAPINATORE SCAPPA SENZA ORO.

- E che vuol dire? Si vede benissimo che hai taroccato i titoli per farci una Storia! A noi non serve una cazzo di Storia, serve una Strada e della Benzina!
Ed ecco imperturbabile la necessità di Realtà. Di una Strada. Di quella da percorrere sotto le ruote del nostro furgone, per dare un senso di marcia al nostro essere qui.
Cerchiamo una tanica di benzina nel fondo del garage, la scorta per il generatore da feste notturne. Per arrivare almeno fino al distributore. Piccoli passi.
La benzina versata nel serbatoio mi fa immaginare lo scorrere veloce degli avvenimenti. Non appartengo certo alla cerchia degli intellettuali che si fanno chiamare postmodernisti ma ho vissuto l’adolescenza negli anni ‘90: una delle epoche più autocelebrative, chiuse ed illuse dell’ultimo secolo. Raccontare del proprio raccontare per non dover raccontare d’altro. Tutto sommato non ci siamo andati lontano.
Il motore si accende, uno sbuffo nero dal tubo di scappamento, una prima grattata. Una città non scompare nel nulla da un momento all’altro. Una città non nasce per caso.

L’esodo di casa FAD - DAY 1

Autore:  Sig. Tolleranza

Esterno del furgocasa (ps. Nome provvisorio)
“Scusi saprebbe indicarmi la strada per Produzenia?”
“Ma che cazzo vuoi?! Non vedi che ho da fare?”
“Grazie, molto gentile.”
Interno del furgocasa (ps. Nome provvisorio)
“Che ha detto?”
“Ha detto - sempre dritto al semaforo a sinistra, proseguite 25 km. fino al bivio poi chiedete.”
“Che gentile.”
“Infatti. Pensavo che i nostri vicini ci odiassero…”
“Ma che dici?”
“Beh, Cecil gli ha sfondato la veranda durante l’ultimo barbecue.”
“Ssshh.. lascialo dormire che ha guidato tutta la notte.”
“Si? E allora come mai siamo ancora nel giradino della nostra ex-casa?”
“Mah… va beh, metto in moto…”
Interno del furgocasa (ps. Nome provvisorio) - 40 secondi dopo
“Manca la benzina vero?”
“Già…”

cortile

Scopri la PokerStar che è in te.

Autore:  Cittadino

Non è ancora il momento di svelare Produzenia. Sarebbe come svelare il finale di una serie tv che va avanti da parecchie stagioni e il co-portagonista muore in maniera accidentale ucciso da fuoco amico. Il problema nel non svelare subito le carte ha due significati precisi: si vuole alzare la posta in gioco per un guadagno facile oppure si bluffa perchè in mano non si ha un cazzo. In questo momento io ho la faccia di bronzo, più di un bronzo di riace. Provate ad immaginare una faccia del genere che vi invita a leggere ancora questo sito. Curiosità. Bene, avete deciso di giocare al nostro tavolo. E’ così che si fà oggigiorno per accalappiarsi qualche lettore abituale no? Con l’inganno. Con buona scrittura, buone riflessioni e buone idee su come guardare il mondo da una prospettiva nuova, personale. Nel mio caso probabilmente solo con la prima di queste qualità umane. Anche perchè non è così tanto facile discernere il succo interessante dalla marea di mediocrità che ci viene incontro. E’ un pò come utilizzare photoshop per togliere gli inestetismi del tempo a Sharon Stone che ha 50 anni e li porta benissimo, ripetuto così tanto dai rotacalchi/tg dell’ultimo mese che sognerei di vederla mummificata da quanto mi ha fatto gonfiare i coglioni questa Storia.
La stessa Storia che ha raccontato Mani Pulite e Tangentopoli e di come la scopa della Giustizia spazzò via ladri e politici corrotti per darci un nuovo inizio. Salvo poi accorgersi che la caduta della Prima Repubblica non era avvenuta per un magistrato che avrebbe voluto mettere tutti al gabbio. Avvenne solo perchè l’Italia aveva concluso la sua funzione strategica nel Mediterraneo. Interessi più grandi, indecifrabili ai nostri occhi: cuneo Occidentale della Guerra Fredda. Storia accumulata negli anni che sembra una poltiglia incolore.
Moscerini sul vetro.
Un colpo di tergicristallo e l’acqua col sapone dal serbatoio del nostro vecchio furgone ripulisce il vetro.
- Cazzo! finalmente ora si vede qualcosa!
- E cosa vedi che stai andando a fari spenti in una strada di campagna?
- Stai zitto e spegni quella radio, voglio concentrarmi sulla strada, è la Luna che ci guiderà.

Aggregazioni

Autore:  Cittadino

Questi sono anni di nomadismo, non abbiamo trovato nessuna terra promessa dove mettere radici e raccontarci al fuoco le storielle, chiusi a mo’ di cerchio a darci pacche sulle spalle ed indicare l’ennesimo fesso che sfreccia con la fiammante auto nuova sull’autostrada. Il sig. Tolleranza ha annunciato un nome abbastanza evocativo: Produzenia. E’ una città-stato. Questo per adesso vi può bastare, sappiate che è là che ci dirigeremo per andare a dare uno sguardo coi nostri occhi, noi e tutto il serraglio che ci portiamo appresso.