La foto vincitrice del Pulitzer 2007

Autore:  Sig. Tolleranza

Poche foto, sanno cogliere l’attimo che immortala una serie più grandi di eventi e circostanze.
Ma questa foto, mi ha trasmesso tante di quelle emozioni in un solo sguardo, che dovevo condividerla con voi.

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SeS SoS SeS SoS

Autore:  Sig. Tolleranza

È praticamente impossibile, al giorno d’oggi essere vergini e non sentirsi un appestato.
La verginità è vista come una cosa brutta, schifosa.
Se non l’hai fatto ti devi solo che vergognare, perché di zoccole è pieno il mondo e da chiavare lo puoi sempre trovare.

E allora?
Cioè, se per questi motivi uno deve perdere la verginità? PER QUESTI MOTIVI?!?
Non sarebbe più sensato perderla perché si è trovata la persona giusta, o perché così si può cercare di uscire da quella spirale negativa per cui chi ha successo con le donne ne ha sempre più e chi non ne ha, ne ha sempre meno?

Cazzo, alle volte anche se sono d’accordo su un’idea il percorso con cui ci si arriva è talmente diverso che mi viene da mandare tutti affanculo e continuare a farmi i cazzi miei.

Fondamentalmente dei morti frega un cazzo.
Non erano parenti, non erano amici, non era gente famosa, quindi non frega un cazzo.
“Show must go on” cantava Freddy Mercury mentre andava in tour con i Queen pur avendo l’AIDS.
La vita era la sua.
La morte era vicina e certa.
Più vicina che certa, che alla fine certa lo è per tutti.
Però.

C’è chi ha la fortuna di morire nel proprio letto, magari coi cari vicini.
C’è chi ha la fortuna di morire sapendo quando, e tutti gli stringono attorno.
C’è chi non sa quando, ma muore bene.

E poi c’è chi lo piglia nel culo e muore mentre non se l’aspetta, magari il giorno che ha litigato a casa, che se n’è andato senza salutare, che c’aveva i cazzi suoi.
Oppure muore pestato, accoltellato, con una pallottola nello stomaco, soffocato, in cui i suoi ultimi istanti di vita sono solo dolore e rabbia.

Ma fondamentalmente, alla fine della fiera, e dopo tutti i funerali, dei morti frega un cazzo.
Lo spettacolo deve continuare.

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL! CAMPIONI DEL MONDO!!! CAMPIONI DEL MONDO!!! COGLIONI DEL MONDO!!!

“La civiltà decade inesorabilmente, ma il peggio è che il bambino e quindi l’adolescente e quindi l’uomo, non dedica più nessuno studio, nessuna cura a comunicare con i nostri simili facilmente, ma i nostri bambini riempiono i loro quaderni a casaccio, scombiccherano il foglio senza ordine e senza regolarità; in futuro saranno così fatalmente dei maleducati, degli incivili senza adottare le stesse buone regole che presiedono alla convivenza civile; controllare le manifestazioni troppo spontanee e troppo libere della nostra individualità, in una sola parola… uniformarsi; è una prova di civiltà e per tutte queste ragioni è impossibile negare che viviamo in un’epoca di grave decadenza.”

“Sono molto più vecchio di lei, ma mi permetto di dissentire!”

“Come? Non è daccordo con me?”

“No! E le farò vedere che non viviamo affatto in un’epoca di decadenza perché tutte quelle belle cose che lei ha detto dell’uniformità, mezzo e prova di civiltà, sono ancora tutte vere! Basta riferirle all’armonia.”

“Ha ragione. Però, che cosa centra la musica?”

“Vuole una definizione? È l’arte di formare i caratteri del mondo moderno…”

“Mi scusa maestro! Oggi, armonia, musica, sono parole vane…”

“Hehe… anche da piccolo era così, predica tanto e poi non lascia mai parlare gli altri; alle mie lezioni non parlava, non era necessario, erano lezioni… silenziose”

“È evidente che lei non insegna più!”

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Il grande attacco dell’angelo.

Autore:  Sig. Tolleranza

“You are my angel
Come from way above
To bring me love

Her eyes
She’s on the dark side
Neutralize
Every man in sight

To love you, love you, love you …

You are my angel
Come from way above

To love you, love you, love you …

Non è facile descrivere la giornata di oggi. Tensione, paura, rabbia, volontà di prevalere, insofferenza, sconforto, pace, calma, cambiamento. Un misto di tutti questi più la volontà di non prendersi sul serio. Il risultato? Una tipica giornata di duro lavoro e vita vissuta.

Alla fin fine, fare qualcosa di difficile non è mai facile. Non c’è un modo di renderlo facile. C’è un modo di accettare che stai facendo la cosa giusta, c’è un modo per sopportare, c’è un modo per farlo al meglio, ma non sarà mai facile. Potrà diventarlo, ma all’inizio non lo sarà. Ma allora dov’è il compromesso? Nel cercare di fare del nostro meglio nonostante tutto e di trovare soddisfazione in ciò che facciamo.

“La felicità è difficile se manca ciò che può renderci felici.
Non parlare di gioia ai disperati.
Quando non si può possedere ciò che si ama, bisogna amare ciò che si possiede.”

Alle volte la saggezza si può trovare sui muri delle celle di coloro che la legge ha messo in galera, perché quando stai molto tempo con te stesso, il conto di ciò che sei lo devi fare, correggere e pagare senza sconti. E poi sei un uomo diverso.

Io ho ciò che amo, e questo fa di me una persona fortunata.
Devo solo capirlo, magari andando a ripetizione dalla parte migliore di me stesso, per ricordarmi che la perfezione non esiste, e non c’è nulla di brutto in tutto questo. Solo non è facile e siamo punto e daccapo. E allora basta scrivere, torniamo al lavoro.

Tua sorella è una puttana.

Autore:  Sig. Tolleranza

Insomma, quando un uomo ne insulta un altro, di solito ci sono di mezzo o la madre o la sorella. La tv brasiliana Globo - sudamericana e quindi forse più sensibile alla questione familiare - si è data molto da fare per capire che cosa abbia fatto così tanto arrabbiare il povero Zizou. Ha ingaggiato un gruppo di non udenti esperti nella lettura del labiale (laterale, visti i filmati). Il verdetto è il seguente: “Tua sorella è una prostituta”. Insomma, Materazzi avrebbe insultato Lila Zidane, sorella dell’attaccante franco-algerino.

Certo, dopo che l’Italia ha vinto un mondiale, tutto si perdona.
Certo, dopo che hai subito tante provocazioni e rispondi, tutti ti capiscono.
Certo, dopo che milioni ti hanno fatto festa, dimentichi tutto e vai avanti.
Certo, siete dei fottuti paraculi perché se io facessi una cosa del genere, nemmeno i miei amici mi giustificherebbero… e io li ringrazio di questo, perché sono persone speciali, che hanno capito che cosa vuol dire vivere.
La cosa divertente è che, nella vita vera, i calciatori potrebbero essere normalissime. Anzi, magari gente che non ti sta nemmeno simpatica. Ma sono bravi a calciare un pallone e tutti noi li amiamo. La società, e la televisione soprattutto, hanno innalzato ad “eroi” personaggi che non hanno nulla da dire e forse, anche quello che trasmettono a livello di emozioni, non è nemmeno tanto profondo. E’ solo calcio. Ma è l’incantesimo della televisione che lo rende “desiderio”.
Siamo i Campioni del mondo.
Il PIL salirà.
Ci sarà un aumento del benessere nel paese.
Ma la verità, è che non abbiamo fatto un passo avanti.
Siamo sempre lì, a rotolarci nella nostra inciviltà, a crogiolarci nella nostra mediocrità, ad essere incapaci di gioire per la nascita del figlio del nostro vicino che ci sta sul cazzo, di essere affranti per la morte di un essere umano che abita a 100 km da casa nostra, a non accontentarci delle centinaia di cose che abbiamo, ma prontissimi ad esultare per la vittoria della nostra squadra, a piangere per le sue sconfitte e a pensare che alla fine 4 coppe del mondo sono ancora poche e ne vogliamo di più.

Diciamolo allora:
FORZA ITALIA!
VAFFANCULO FRANCIA!

Sono felice che l’Italia abbia vinto e sono felice di avere qualcosa da mangiare a tavola. Sono contento di essere vivo e sono contento che siamo i campioni del mondo. Sono contento di amare qualcuno e sono contento di essere amato da quel qualcuno in particolare.

Ma tutta questa farsa sta iniziando a darmi sui nervi.
Chiudo citando Pasolini

Pasolini vedeva emergere un nuovo fascismo dal mutamento tecnologico, dalla mutazione antropologica che si delineava con la diffusione della televisione e dei consumi di massa.

«Il fascismo - scriveva Pasolini in un articolo uscito sul Corriere nel dicembre del 1973 - non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano: il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie la televisione) non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata, bruttata per sempre».

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