Ne-mici chi-mici
Autore: Cittadino
Io stavo seduto intento a scrivere il mio trattato, ma il lavoro non progrediva; i miei pensieri erano altrove. Girai la mia sedia verso il fuoco e mi assopii. Di nuovo gli atomi si misero a saltellare davanti i miei occhi, ma stavolta i gruppi più piccoli si mantenevano nello sfondo. L’occhio della mia mente, reso più acuto dalle ripetute visioni di questo genere, ora poteva distinguere figure più grandi, di diverse fogge, disposte in lunghe file in qualche punto assai vicine le une alle altre, tutte che giravano e si attorcigliavano come un groviglio di serpenti in movimento. Ecco che a un tratto uno dei serpenti, afferrata la sua stessa coda, roteava ironicamente davanti ai miei occhi. Come per un lampo di luce mi svegliai,… spesi il resto della notte ad elaborare le conseguenza dell’ipotesi. Signori impariamo a sognare ed allora forse intuiremo la verità.
Questi volantini sono stati trovati nella mensa del settore 392.
- Chiunque si trovi in possesso di tale volantino - dice la voce al megafono - sarà ritenuto colpevole di cospirazione nei confronti del Consiglio.
Il Consiglio è di nuovo in preda alla paranoia, solo qualche giorno fa incensava la vittoria di tutta Produzenia sull’arresto delle canaglie “chimiche” ed ora altre Matricole sono di nuovo a rapporto per l’ennesima missione di ricerca. Ho visto passare Matricola 455 scuro in volto, correva velocemente per il briefing giornaliero. Non vorrei essere nei suoi panni ma nemmeno in quelli che stanno ricercando. Le missioni delle Matricole sono veri e propri suicidi collettivi: hanno istruzioni sommarie su chi cercare.
Nemmeno il Consiglio sa cosa cercare? Oppure lo sa benissimo?
A parte i farfugliamenti, questo posto può far perdere l’orientamento. Hakai è disperso nei turni di conta dei microchip provenienti dalle fabbriche della periferia, il Tollo dopo aver subito una sorta di lavaggio del cervello blatera qualcosa del tipo “hey ma non si può andare avanti così… è tutto troppo confuso e privo di senso, non c’è nessun contatto con la realtà e le mie emozioni intrinseche non possono esprimersi liberamente in questa jungla di sotterfugi e vincoli mentali” ed altre teorie del genere.
Dovranno avere pazienza, questo è un posto talmente ampio che perfino la mancanza di stelle sopra le nostre teste può essere un problema affrontabile, con l’illuminazione artificiale. E’ quasi impossibile venir fuori dal luogo dove li ho accompagnati, si sono fidati di me.
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