Voli incerti
Autore: Cittadino
Avevamo deciso di tornare sulla terraferma, l’isola aveva esaurito il suo interesse ai fini della ricerca di informazioni su Produzenia. La conclusione del viaggio sembra essere più lontano di quanto sembri. Ti hanno mai detto che gira la fortuna? Che non rimane nè un prima nè un poi.
Stiamo precipitando in picchiata sulle coste siciliane. “Non è da escludere…”: questo ha detto il custode del piccolo areoporto di Pantelleria alle nostre domande sul velivolo affittato per lasciare l’isola.
- “La velocità approssimativa dello schianto sarà a 240km/h”
- “Apparentemente non ha alcun senso questa cosa”
- “Conta qualcosa?”
- “… in effetti… allora dovremmo chiederci come mai la cabina del pilota è vuota”
Il paracadute assente, una sagoma nel cielo, il volo incerto del pilota in affitto saluto militare incluso, sorride. Sorrisi a parte, sembra che voglia fare una gara contro il nostro velivolo in caduta libera. Ma la fortuna ancora una volta ci assiste grazie all’ingenuità di Matricola 455:
- “Ragazzi, dov’è il sacco con le nostre provviste?”, chiede rovistando dentro un grosso sacco nero.
Un barattolo di pomodori pelati si libra in aria, come in assenza di gravità. Il viso del pilota assume stranamente un’espressione da cartone animato, Willy Coyote non se la caverà questa volta.
- “Ok..ok.. ci siamo fatti grasse risate ma mi spiegate dove sta la nostra fortuna?”
Nell’immagine nitida che puoi cogliere nel caos dello schianto. Quando cadi, cadi solo. E ti aggrappi a quello che hai. Stringi forte quello che possiedi, chiudi gli occhi aspettando il tonfo: vedere il pilota stringere una confezione di preservativi è illuminante.
Precipitiamo.
Questa potrebbe sembrare la fine della storia, un addio.
Ma non lo è. E’ questa la nostra fortuna.
Ora ci prepariamo allo schianto.
Passo e chiudo.
Saprete sicuramente com’è andata.
Una notizia come questa non può essere non trasmessa.
Orbite
Autore: Cittadino
Per vivere, l’uomo ha bisogno di dormire.
La Ragioniera, per adesso, non tornerà .
La rivedremo al suo posto, forse, al nostro risveglio.
E così sia.
Possiamo non accettarlo ma è evidente che stiamo già sognando, in un non-tempo. Siamo come gli astronauti nello spazio, tutto arriva da lontano: immagini, allarmi, voci, cibo. Quello che abbiamo ora è solo l’ indirizzo email della cugina: cdm@qui.ora
Oggetto: Re: Road to Produzenia
Tuning, quello di cui avete bisogno.
E’ il momento di aprire i chakra nelle vostre join-venture attraverso l’esperienza canvas. Per carpire il brand Produzenia devi collocarti nel time-market.
Emo-logo non ostentato, sussurrato for emotional free community. Attingi dal core for other Big Bang.
Messaggio in risposta a:
Ciao cagna (amichevolmente),
non dilunghiamoci oltre. Siamo a Pantelleria, tua cugina ti avrà spiegato la situazione. Ora dobbiamo capire se tu sei la persona adatta a farci strada per Produzenia o l’ennesimo incidente di percorso.
Hai presente la sensazione che si ha quando ti muovi per un viaggio di sola andata?
Ovviamente no, tu viaggi continuamente. La macro-organizzazione è il tuo credo. Utilizzi parole semplici per concetti complessi che di complesso hanno solo la vuotezza di senso, però vista la situazione potresti risultare perfino utile.
Produzenia è un concetto che va oltre il qui ed ora. Si coglie guardando oltre le piccole sfumature.
Si preparano alla Guerra.
Possiamo non accettarlo ma è evidente che stiamo già fluttuando, in un non-tempo. Siamo come gli astronauti nello spazio, tutto arriva da lontano: immagini, allarmi, voci, cibo. Nati da una esplosione. Quello che abbiamo ora è un altro giro in orbita in attesa dello schianto al contatto con l’atmosfera.
Benvenuti a bordo.
- “Questo è il lancio pubblicitario per la raccolta fondi?”
Domanda Matricola 455 con la purezza del bambino sporco di moccio.
- “La cagn.. ehm.. la cugina è stata chiara…”
- “Chiarissima”
Interviene il Sig. Tolleranza col solito sarcasmo.
- “Ascoltate. La mia fortuna finora è stata quella di fare senza pensare. Questo è il mood giusto”
- “Ma sentiti, parli come quella cagna”
Interviene M.455: - “Il mondo allora è fottuto”
- “Il mondo sta benissimo, è la gente a essere fottuta”
D’improvviso irrompe lo scafista (Trapano).
Il sonno della ragioniera 3 di 3
Autore: Cittadino
- “Manco morta.”
Il ritorno della Ragioniera alla scrivania di Produzenia pare assai improbabile.
E’ parere comune che il Capo di Produzenia (Il Saccente) abbia assoluto bisogno di Lei. La funzione della Ragioniera è ovvia: contrariamente al nome, la Ragioniera è di una intelligenza trasversale fuori dal comune: questo in poche semplici parole significa che è da considerarsi completamente folle.
Folle e bellissima.
Questo induce il Capo di Produzenia a mantenere un comportamento pacato e misurato. E’ l’equivalente di un peso nel piatto della bilancia dove vengono pesate 100 noci di cocco; perfino il più risoluto dei presidenti troverebbe difficoltà ad accettare i suggerimenti della Ragioniera. Va da sè quindi che un suo allontanamento dalla scrivania è sempre stato visto come una tragedia mastodontica. Talmente grande al punto che ti verrebbe da dire: “è proprio un fottuto problema”.
- “E’ un vostro problema! Da qui non mi schiodo! La paga è buona, i colletti bianchi pagano bene, non soffro lo stress, mangio sano e vivo in forma e ho ripreso anche la mia naturale regolarità”.
Come dargli torto, dare via il culo per qualche spiccio aiuta la quotidiana regolarità.
Un pò di storia.
Il ruolo della Ragioniera fu creato dopo il periodo chiamato “La Grande Cacata In Mano“, un periodo talmente catastrofico che Produzenia rischiò di essere svenduta ai tetteschi (non chiedetevi le origini di questa popolazione, non servirebbe).
Inizialmente la scrivania della Ragioniera era piena di cartelle, foglietti e appunti. Tutti chiedevano un consiglio, il suo telefono era come lei, bollente.
Tu chiamavi, esponevi il problema, lei rispondeva con una frase, click.
Alla fine della chiacchierata facevi un esame di coscienza, un bel 2+2 spirituale, rigettavi ogni parola uscita dalla cornetta come se fosse cancro per il tuo cervello e facevi la cosa giusta: da questo il famoso detto: tutto in nome della Ragioniera.
Produzenia era efficiente come mai lo era stata. Ma soprattutto sana.
Poi arrivò una cricca di persone che così, su due piedi, disse (rigorosamente in coro, come se fossero state addestrate a dovere): “Perchè attendere in linea 1 minuto e 25 secondi?”
E fu così che non chiamarono più la Ragioniera, per il resto si sà come vanno le cose quando puoi risparmiare del tempo.
- “Licenziata?”
- “Sì cazzo, e adesso possono andarsi tutti a far fottere. Avete voluto prendere decisioni senza ragionare? Cazzi vostri”.
- “Ma c’è bisgono di te là… sai benissimo che senza va tutto in merda..”
- “E perchè mai?! Loro mi hanno già sostituito, ora si fidano del loro intuito. Io qui ho il mio palo, ho arrapati che sbavano per me che mi offrono soldi a palate..”.
Non so perchè ma forse questo è il momento di presentarle il conto. Dopo tutti questi anni di servizio a Produzenia sa benissimo che c’è in ballo molto più di un impiego a tempo indeterminato. Si tratta di ripristinare il corso naturale degli eventi.
- “Cerca di ragionare, come facciamo a…”
Cerca di ragionare? Ma come mi è venuto in mente? Mi interrompo subito: lei non ragiona, lei FA.
Riprovo.
- “Senti.. facciamo che tu ci dai un nome, uno qualsiasi, e noi non andiamo a chiamare il nostro amico che è rimasto qua fuori. Sai come si faceva chiamare?”
La smorfiosetta fa un broncio e volta lo sguardo dall’altra parte.
- “Stronzi…”
- “Allora ci farai questo spettacolo privato?”
Come mi piace quando parlo come in un merdoso film di Tarantino.
La Ragioniera ci fa cenno di seguirla dietro al palco. Mentre cammina sinuosa chiede da accendere ad un tizio con la cravatta che suda come un maiale, prende l’accendino dalle sue mani, lo guarda poi gli sussurra qualcosa nell’orecchio.
Il tizio esce fuori correndo e piangendo come un bambino.
- “Ma che gli hai detto?”
- “Niente, qualcosa a che fare con i preti”
Arriviamo davanti al suo camerino, sulla porta c’è scritto “STAR”, alle lettere sono attaccati quei lustrini luccicanti che si vedevano nei musical di Broadway, l’arredamento è talmente kitsch che perfino Moira Orfei storcerebbe il naso.
- “Il problema è che a Produzenia io non servo più. Serve altro, serve marketing, slide, servono quei merdosissimi diagrammi a torta, quelle percentuali ricavate dallo studio dei modellini polistil…”.
- “Ok … ok.. calmati… “
Mentre cerchiamo di toglierle le mani dal collo di Matricola 455.
- “A chi ci rivolgiamo?”
- “Semplice, a mia cugina. La CDM”.
Quindi? La troia vuole darci spiegazioni o dobbiamo darle di nuovo il collo di M.455?
- “La Cagna del Marketing”
L’esodo di casa FAD - DAY 50
Autore: Sig. Tolleranza
Promemoria per me stesso:
Mai, ripeto MAI, discutere con qualcuno che ti può ficcare la testa in acqua per 5 minuti.
Uscito dall’apnea mi ripiglio e vi racconto il seguito del viaggio.
Scusate, per ora.
Il sonno della ragioniera 2 di 3
Autore: Cittadino
Qualche ora dopo a Pantelleria
Il locale è uno di quei vecchi bar anni ‘50 con balcone finto-laccato legno. Con il Vov e Amaro Montenegro in bella vista con la polvere sopra. Le sedie di gomma rilegata color arancione o blu elettrico sono sparse per il locale, un flipper di Tex ancora acceso giace vicino alla porta dell’unico bagno. Fuori dal bar i vecchi del paesino sono intenti a giocare a carte col quartino di vino accanto al mazzo delle prese, uno porta con sè la bombola dell’ossigeno dentro un vecchio carrello della spesa Conad. Un bigliardino con il segnapunti rotto e arrugginito è appoggiato alla parete scrostata della casa. Non c’è gioventù in questo paese, non c’è futuro per questa gente.
Boris fa una gran festa all’arrivo dello scafista. Baci e abbracci, pacche sulle spalle, aneddoti divertenti e pericoli scampati. Siamo troppo lontani per capire quello che si stanno dicendo ma probabilmente stanno parlando di qualcosa di illegale, lo si vede da come scambiano i sorrisi e piegano la testa per annuire nelle pause mentre ascoltano l’altro parlare.
- “Dunque voi dovete essere gli sciroccati. Trapano mi ha parlato di voi, qua siete i benvenuti!”
- “…. trapano?”
- “Ah non ve l’ha detto!?”
Sguardi complici e grasse risate della strana coppia. Che rimpatriata del cazzo.
- “… una vecchia storia, un giorno capirete il perchè… era giovane e incosciente…”.
Sui nostri visi c’è scritto imbarazzo. Boris se ne accorge.
- “…eh vabbè… erano altri tempi…. seguitemi. Ho capito di cosa avete bisogno per trovare la rotta. Questi sono tempi difficili, i vizi sono cominciati a diventare merce pericolosa e non ci si può più fidare di nessuno”.
Un altro sguardo complice all’amico mentre con una pacca amica sveglia un gorilla con gli occhiali neri seduto all’angolo della via.
Boris ci accompagna dietro il locale, tra le strette stradine del borgo vecchio. Il nostro scafista-dal-nuovo-soprannome, Trapano, segue più indietro. Sta cercando qualcuno tra le case. Davanti a noi sorge un capannone dismesso.
- “Ma sei sicuro che sia questa Produzenia?”
Matricola 455 è preoccupato. Di solito quando ci andiamo ad infilare in queste situazioni è lui a pagare le spese. Letteralmente.
Entriamo. Il posto è tra un bordello vietnamita ed una oppieria londinese dell 1800. Due piani di amenità filtrati dalla luce dei grossi finestroni di una ex fabbrica di ferri da stiro.
- “Tranquillo, non è questa Produzenia”.
Lassù, sul palco si esibisce Lei. Uno spettacolo da far arrizzare i capelli anche a chi non ce li ha.
- “Vi piace eh?”
Boris ci fa l’occhiolino dal suo grosso faccione che sembra un cocomero.
E’ la Ragioniera. Ora lavora qua, in questo cazzo di buco schifoso, tra schiave del sesso a pagamento per luridi porci col vizio della carne fresca a basso costo e banchieri che collezionano golpe studiati a tavolino. Ha abbandonato la scrivania che le spettava.
Dobbiamo parlare con lei.
Deve venire con noi.
Il sonno della ragioniera 1 di 3
Autore: Cittadino
- “So che non è il momento ma vorrei fare alcune cosiderazioni…”
Lo scafista oggi è in vena di consigli. Glielo leggo negli occhi, illuminati da una luce diversa.
Che Dio ce la mandi buona.
- “…cercate un paese che non esiste sulle carte, nessuna traccia, rincorrete un bastardo che vi ha fottuto per bene che potrebbe essere ovunque, poi viene fuori la storia della bottiglietta di coca cola che solo voi reputate importante visto che era custodita dentro un cazzo di frigo rotto, mi fate fare la spola tra le coste con tutti i rischi che comporta passare per queste acque… permettetemi di essere un pò perplesso ma….”
Pausa.
La vena dello scafista sul collo.
Il viso perde quella luce che avevo visto poco prima.
Dio mi ha fottuto ancora.
- “… fanculo la diplomazia! Sono incazzato come una iena! Si può sapere dove minchia vi devo portare razza di teste di cazzo!!?”
Devo essere rapido e indolore, come la lama di un chirurgo.
- “Capisco la stanchezza, le poche ore di sonno, ma non hai risposto alla mia domanda. Dove andresti a rilassarti dopo una dura giornata di lavoro?”
Lo scafista abbassa lo sguardo sfiduciato. Ancora una volta non sono riuscito a rispondere alle sue domande. Credo sia abbastanza difficile dare una spiegazione ad un uomo di mare abituato a problemi più pratici come disporre 100 clandestini dentro la stiva stile Tetris e considerare anche le bolle d’aria per farli arrivare vivi.
Così mi viene in aiuto un vecchio amico, tale Renè Ferretti, regista di talento costretto a girare serie italiane di dubbio gusto come “Gli occhi del Cuore 2“.
Lui avrebbe spiegato tutto in maniera molto semplice: è un viaggio “alla cazzo di cane”.
Molto italiano.
Ma vorrei essere sincero con lo scafista, vorrei dirgli la verità. Vorrei dirgli che facciamo finta d’essere da un’altra parte, viaggiare, conquistare, fare scopa con la morte, sapere la verità, fregare la realtà. Ed invece tutto quello che riesco a fare è una faccia stupida.
Lo sguardo dello scafista si fa ancora più scuro in volto, devo affrettarmi a pensare qualcosa da dire, sembra non voler collaborare con noi, lo stiamo perdendo.
- “Avrai i tuoi soldi, questo te lo possiamo garantire”.
Mentre lo dico stringo fortissimo le spalle di Tollo e Hakai. Sono seduti davanti a me intenti a giocare a scopa con Matricola 455. In palio qualche nuova penitenza da subire.
- “Se voglio davvero rilassarmi vado da un amico che gestisce un vecchio locale sull’isola di Pantelleria. Si chiama Boris e tiene delle zoccole appena sbarcate”.
Quello che volevo sentire.
