Lo scafista
Autore: cecil
- Siete i primi che lo fate
Il lento dondolare del vecchio peschereccio sulle onde del mare fa riaffiorare ricordi persi nel tempo. La memoria come il sacco nero che si porta appresso Hakai dall’inizio del viaggio. Durante il viaggio raccogli cianfrusaglie che non penseresti mai di portarti appresso e una volta tirate fuori possono sorprenderti.
Lo scafista fuma un sigaro e ad ogni boccata è una nuova nuvola di fumo che riempie la cabina. Ci porta lontano dalle coste italiane, verso il Nord Africa.
- In tutta la carriera da scafista nessuno, e dico nessuno, mi ha pagato per fare il tragitto al contrario.
E con “pagato” lo scafista si riferisce a M.455 intento a fare il mozzo per l’intero viaggio. Abbiamo lasciato la costa da qualche ora diretti verso un punto ignoto all’orizzonte.
- E’ la chiave la risposta?
- No è solo una chiave che apre una serratura.
Il fatto che ci sia stata data da un primate non è importante.
L’esodo di casa FAD - DAY 22
Autore: Sig. Tolleranza
La notte è illuminata in lontanza da alte fiamme che lambiscono il cielo stellato.
Nemmeno la pioggia sembra in grado di estinguerle.
Avanziamo tenaci verso l’ignoto, con il coraggio di un bambino che si avvicina per la prima volta ad un incrocio stradale mentre le macchine gli sfrecciano vicino. Lui le guarda sorridente e divertito e già i genitori sono sbiancati perché sanno quello che potrebbe succedere.
“Dove andiamo?”
“Chi siamo?”
Le domande si fanno strada nella mia mente con forza e, non trovando risposta, girano come zanzare impazzite attirate dalla luce. Per adesso, non possiamo far altro che farci tutti coraggio ed andare avanti, sperando che chi ci guida abbia le idee meno confuse delle nostre.
“Hai una cartina?”
“No, sono del posto.”
Credo che il villico abbia frainteso il mio amico, nonché guida, Cecil.
I 100 macachi
Autore: cecil
Deserto.
Non pensavo che la Puglia potesse essere così arida e desolata. Un cazzo di deserto del Nevada teletrasportato nel tacco dello stivale. Manca solo un teschio di vacca e poi siamo pronti a farci sondare l’ano dagli alieni di Studio Aperto. Tra poco arriveremo al mare. Al confine della terra ferma dicono ci sia il guardiano del Faro che può dirci se Produzenia è al di là della costa.
Caldo torrido, la mia uniforme l’ho regalata qualche km fa ad un rom di passaggio.
Stava fuggendo… verso l’Africa. Diceva che andava a cercar fortuna laggiù.
Guardo gli altri più avanti di me faticare, osservo il loro procedere lento.
- Hakai ma cosa c’è dentro quel grosso sacco nero?
Se lo porta appresso dall’inizio del viaggio.
- C’è un mattone della casa, lo porto per ricordo.
- Giuro che appena arriviamo alla costa lo getto in mare, chi te lo fa fare?
- Nessuno
Nessuno nel deserto è attento ai propri passi. Così capita di perdersi.
- Dove siamo finiti ?
Il Tollo mi sta guardando male, non so cosa stia pensando ma probabilmente l’eufemismo più adatto è: “perdinci, la diritta via sembrava smarrita“. Matricola 455 intanto sta facendo grosse buche nel terreno in cerca d’acqua. Così invece di andare avanti, siamo fermi. Anzi stiamo sprofondando.
- E’ coma la storia dei 100 macachi.
Tollo, Hakai, M.455 con la testa fuori dalla buca in coro:
- E QUALE sarebbe?
- Negli anni ‘50 alcuni studiosi rinchiusero 100 macachi e diedero loro delle patate. Dopo qualche tempo un esemplare iniziò a pulire le patate nel ruscello artificiale. Pochi anni dopo tutti i macachi pulivano le patate al ruscello…
Il Tollo:
- E che cazzo di morale c’è?
M.455 tutto d’un tratto balza fuori dalla buca, ormai profonda qualche metro ed interviene:
- E poi scusa, anche se ci fosse, la storia parla di 100 macachi ma noi siamo solo io e voi altri 3… non tornano i conti…
Le mani nei capelli, seduto su un vecchio tronco a testa bassa. Alzo lo sguardo verso il sole che sta tramontando e vedo una figura che viene verso di noi.
Un macaco.
- Si lo vedo anche io, è proprio un cazzo di macaco!
Hakai fa cadere a terra il sacco nero di casa FAD. Il primate tiene in mano una chiave, si avvicina e la porge ad Hakai, indicando con l’altra mano una vecchia strada.
Tollo:
- No aspettate, non volete davvero…
Che cosa vuoi di più dalla vita? Un lucano?
L’esodo di casa FAD - DAY 18
Autore: Sig. Tolleranza
Oggi è un giorno mesto.
Son 5 giorni che camminiamo in direzione sud, sud-est, o almeno, questo è quello che continua a dirci Cecil.
“Siamo nel bel mezzo del cammin del nostro viaggio…”
Cecil, che cazzo stai dicendo? Dove ci vuoi portare?
“Presto, torneremo a riveder le stelle…”
Va bene, forse l’idea di dormire nei Trulli non è stato il massimo, ma almeno ci stiamo avvicinando a Produzenia?
“La diritta via era smarrita…”
Va bene, basta, mi rifiuto di parlare con un pazzoide fissato con la Divina Commedia.
Buonanotte.

L’esodo di casa FAD - DAY 15
Autore: Sig. Tolleranza
Lunedì, una nuova settimana inizia.
Mi scuoto di dosso la polvere.
“E adesso cosa facciamo?”
Mi guardo attorno. Sembra essere una deserta landa del Tavoliere.
Non mi pare sia stata poi una cattiva idea saltare giù dal treno. Tanto…
Tanto dopo le ultime polemiche sull’intervento di Travaglio non c’è davvero più vergogna.
Mi son detto: “Basta! Voglio scendere!”
Ed eccoci qua, in mezzo al Tavoliere.
“Ma dobbiamo andare verso il Salento?”
“Certo”, rispondo con voce decisa. Almeno ci allontaniamo dal pericolo.
E così il viaggio prosegue… sempre.
Le insane abitudini del caporal maggiore
Autore: cecil
- Vuoi mettere la testa dentro!?
E’ quasi un giorno intero che Hakai se ne sta con la testa fuori dal finestrino. Questa notte come minimo avrà il cervello in criogenesi. La divisa sta montandomi la testa, lo sento dentro. Moderno Venom al servizio delle Ferrovie dello Stato che vuole impossessarsi di me e obliterare tutto ciò che è perforabile.
Questo è Il Potere.
Non solo continuo a dare ordini folli a M.455 che va avanti e indietro per le carrozze con volantini sulla perdizione dei tempi moderni e piccoli ravvedimenti religiosi stampati su carta, ora cerco di far brindare il Tollo ad oltranza pena minacce corporali.
- E cosa cazzo devo brindare?
Hakai sta ancora smaltendo i postumi della sbornia, rientra e dice:
- Cecil vuol dire che per mantenere l’ordine prima bisogna perderlo!
Risate. Ci si diverte, il clima è giocondo.
- Basta ridere, brutti stronzi!
Cerco di essere serio perchè il nostro viaggio per Produzenia è ancora lungo e non privo di pericoli. Devo mantenere alto il morale della truppa e non perdere il controllo della ciurma. Non ho la minima idea di come si gestisce la divisa. Provo a fare il cazzone, quello che smonta la logica con una irragionevole ma semplice strategia: il turpiloquio.
Funziona sempre. Nei film americani.
Ma Tollo e Hakai ridono ancora, la mia autorità non ha potere su di loro. Non riesco a corrompere le loro anime, già comunque perse dal soggiorno in casa FAD.
Serve una soluzione d’impatto. Un coupe de theatre
- Primo, abolite le riunioni con più di 3 persone pena il reato di cospirazione. Secondo, dobbiamo scendere da questo treno in maniera folle. Ultimo, svelare Produzenia.
Silenzio. Ora stanno a sentire.
Tengo in mano il simbolo di Produzenia.
Ora protestate pure.