Fondi di barile
Autore: Cittadino
Ora dovrei dire qualcosa di banale per immortalare l’evento, almeno per spezzare il silenzio calato dal momento in cui la faccia di Matricola 455 è apparsa dal vano macchine del nostro relitto galleggiante. Siamo fermi in mezzo al mare.
- Ho come l’impressione che M.455 voglia dirci qualcosa…
Non abbiamo il coraggio di chiederglielo, non vogliamo ammetterlo ma sappiamo già la risposta. Il gasolio e i bei tempi in cui si sfondavano le onde con la prua, sono finiti. Lo scafista non fa una piega, lascia le mani dal timone, si alza e si dirige verso il fondo alla barca.
- Sono finiti i barili
Ci ha fottuti. Ora pretenderà un secondo anticipo per fare arrivare i rifornimenti. Era chiaro già dai discorsi col Tollo che quest’uomo ci stava nascondendo qualcosa. Dobbiamo mantenere la calma e non farci sopraffare dall’agitazione. Il mare è ancora tranquillo sotto i nostri piedi: non sempre è con la forza che si sopravviveve in natura, a volte basta l’adattamento.
- Ha ragione chi butta la bomba per primo.. guarda gli americani
Il tempismo del Tollo è sempre stato un fatto indiscutibile. Che fare ora? Piazzati in mezzo al mare, così lontani dalle coste italiche, così lontani dall’attracco africano.
Adattarsi alla condizioni avverse per sorpavvivere e per continuare il viaggio per Produzenia.
- Sentite facciamo a modo nostro, niente soste per il rifornimento.
Sono chiaro con lo scafista, mi asciugo la fronte con uno straccio. Poi mi volto verso M.455:
- Tu rema.
La costa non dovrebbe essere lontana a guardare la mappa del nostro traghettatore.
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