La giacca mi stringe le spalle. Dentro la carrozza riservata è ancora un caldo allucinante. Mi domando come fanno i veri controllori a farsi tutto il viaggio conciati così… . E’ notte e i finestrini aperti fanno entrare un pò d’aria fresca. Il treno sfreccia tra le ombre costeggiando l’Adriatico.
- Quanto manca?
Domanda M.455 steso tra i sedili, Tollo ed Hakai seduti qualche fila più indietro.
Sta guardando proprio me e visto che non c’è nessun’altro intorno devo staccare lo sguardo dal mio riflesso sul vetro e girarmi verso di lui. Ma non rispondo subito. Guardo la mia fiammante divisa verde ed è come se dovessi rispondere precisamente per via dell’Autorità che rappresento in quel momento sul vagone.
- Ci siamo quasi.
Il treno corre su binari, non si scappa. Ci sono fermate obbligatorie ed altre più piccole che l’Eurostar salterà. Questo treno tira dritto verso l’ignoto, non ammette ritardi. Dovremo scendere. Non è questione di “se”, ma di “quando”. Presto o tardi qualche passeggiero si chiederà come mai non si vede più il controllore. Presto o tardi qualcuno inizierà a chiedere come ha fatto candidamente M.455.
Il ritorno all’ordine è illusorio.
- Ragazzi, che ne dite di una bella spaghettata di mezzanotte? Offro io!

Lascia una Risposta