Il mio primo tatuaggio
Autore: cecil
Il mio primo tatuaggio risale a più di 20 anni fa. Era una calda estate e il sole risplendeva nel cielo. Correvo in bicicletta giù per il sentiero che si spingeva fino in fondo alla pineta dietro casa dei nonni. Una volta ci passava il treno e proprio tra le rotaie ancora interrate incastrai le ruote della bmx e volai sulla strada. Il ginocchio sinistro porta ancora la forma dei sassi dove atterrai. Vennero altre cadute e altre cicatrici. La maggiorparte per gioco, bicicletta, corsa, skate e motorino. Poi la vita mi ha praparato ai tatuaggi interni, quelli del cuore o dello stomaco. Guaribili dai pochi giorni ai mesi interi, tutto un altro dolore. Fuori, quello sul polso con i segni dei vetri della Fiat Uno presa a sportellate da un ubriaco al volante che non ho mai avuto la fortuna di conoscere. Questi erano i tatuaggi che mi sarei portato dietro, fino a qualche mese fa. Data in cui decisi di andare spontaneamente a farmi marchiare con una cicatrice scelta da me. Il luogo è un crocevia di vite e di esperienze, già lo stessa professione del tatuatore è un concentrato di storie da raccontare. Come quella del “preferivo quando venivano a disegnarsi toro seduto o il generale custer” o di come “ormai scrivo più io che un poeta”. Promessi sposi, nomi, slogan, simboli, nel mezzo del cammin di nostra vita, amori, ricordi.