Trailer in FAD! Io sono Leggenda.
Autore: Sig. Tolleranza
Allora è arrivato il momento di far guadagnare un bel po’ di soldi al negro più famoso d’America. Si perché Will Smith sta diventando più famoso di quell’altro che vuol diventare presidente, che se si candidasse lui, col cazzo che gli altri avrebbero anche solo una chance, anche perché se provano a fotterlo, li fotte lui, come fotte i mostri di Io sono Leggenda, che son dei malati di cancro che son guariti, ma son guariti davvero troppo, che se per guarire il cancro bisogna ammazzare il 90% della popolazione e far diventare dei mostri il restante 9% allora vaffanculo, teniamocelo ed iniziamo a crepare.
E il film è bello, solo che è tratto da un libro e allora tutti quelli che l’han letto cagano il cazzo, che è diverso, che il messaggio è stato stravolto e che Ollivud produce merda, ma è vero, io il libro l’ho letto e sto film è una merda immonda, roba che se lo vai a vedere senza essere vaccinato ti becchi una scarica di diarrea tale che per i prossimi 10 anni andrai solo di sciolta tanto fa cagare, è la summa dei film che fanno cagare.
Perché?
Perché il finale rovina tutto, come al solito, dopo un’ora di film il cervello degli autori si spegne ed inizia il delirio. Ma delirio vero. Stronzate mai viste e non credibili.
E non ho più nemmeno voglia di scriverle, perché sto film fa davvero cagare.
Credetemi vi prego.
Vi scongiuro.
È sempre la solita storia.
Lo giuro sulla moglie di Mastella.
Tornano i poeti pt.2
Autore: cecil
L’ho sentita stamattina alla radio mentre mi recavo al lavoro. Talmente assonnato da scaldarmi una tazza d’acqua al microonde, metterci due cucchiaini di zucchero e berla così, senza bustina del thè. Il mio cervello non era ancora in moto ma quando ho sentito la canzone di Francesco Renga tutto si è ricomposto, tutto finalmente è tornato a risplendere. Ligabue, che poco tempo fa abbiamo osannato per le sue liriche così profonde, non è nulla in confronto. Guerra di versi persa in partenza. Francesco Renga questa estate si sarà comperato sicuramente Brain Training del dottor Fujyhama per il suo allenamento mentale.
Ho qualcosa nella testa
Qualche cosa che non va
La mia vita è su una pista
Non so dove porterà
Ma sono libero, libero
è solo una bugia
Sono il cattivo esempio
Che ti trascina via
Ancora qui
Anche se troppe volte
Mi sono fatto male
Ancora qui
Restare in piedi è facile per me
Sto già bene
Sto già bene
Giro in tondo, cade il mondo
Ma dov’è la novità
Resto a galla, vado a fondo
Chissà quando finirà
Ma sono libero, libero
Il mondo è casa mia
Sono il cattivo esempio
Che ti trascina via
Ancora qui
Anche se troppe volte
Mi sono fatto male
Ancora qui
Restare in piedi è facile per me
Sto già bene
Sto già bene
Ora sai che c’è
Ora sai che c’è
Io non ho più bisogno di te
Sto già bene
Avrei vomitato anche solo l’acqua calda.
Aggirando un problema ho trovato un amelborp.
Autore: Sig. Tolleranza
Da quando ho scoperto che in Italia c’è stato un golpe, dormo molto più sereno.
In effetti non sento neanche più molte preoccupazioni, per il lavoro, gli affetti, ma forse è solo che soffro di atrassia.
Inoltre ho ripreso a scrivere frasi sconnesse e titoli deliranti, il che dimostra che sono davvero in splendida forma.
Ma andiamo al cuore della Badnews che, come avrete certamente intuito, è di carattere puramente tecnico e squisitamente formale.
Cosa fare quando ci si ritrova davanti ad un problema insolubile?
Innanzitutto, non fate nulla, salvo proseguire con le minime funzioni vitali.
Subito dopo aggrottate la fronte ed annuite perplessi, specie se qualcuno vicino a voi sta aspettando che voi lo illuminiate con una frase che possa indicargli la soluzione.
Lasciate passare qualche secondo e, sospirando, mormorate pensierosi “Ci devo pensare… fammi dare un’occhiata?”.
Attendete che la presenza vicino a voi proferisca una qualsiasi parola sul genere “Ok, guardaci… fammi sapere come fare” e si allontani per lasciarvi pensare dato il vostro sguardo concentrato ed attento.
Attendete ancora qualche secondo.
Mettete da parte il problema.
Trovate un PC.
Collegatevi alla rete.
Trovate qualcuno dei vostri amici di CHAT/LAVORO/COMMUNITY online.
Girategli il problema.
Trovate del porno gratis.
Promettetegli in cambio del porno gratis se ve lo risolve.
Attendete.
Dopo cinque minuti avrete la soluzione.
Girategli il porno.
Spegnete il PC.
Trovate chi vi ha commissionato il problema.
Liquidatelo con un “Si, fatto… era una cazzata”.
Postate su FAD.
Ho visto the Fountain
Autore: cecil
La terza fatica di Darren Aronofsky, giovane talento che mi aveva letteralmente stupito con un film d’esordio come PI (il Teorema del Delirio) seguito dal devastante Requiem for a Dream. Due film ormai citatissimi su queste pagine. Ebbene, questo film, uscito in italia col titolo “L’albero della vita”, è stato un grosso rischio autoriale e qui uso un eufemismo per benevolenza nei confronti dell’autore. Rischio sia per le tematiche (la costante ricerca di un senso della propria esistenza e la ricerca dell’immortalità) che per la realizzazione (ambientato in 3 “epoche” differenti: 15° secolo, oggi e un futuro in cui è rimasto solo un essere umano contro il cosmo). Plot affascinante, idea molto valida.
La realizzazione è ottima, il montaggio sublime. Lo sviluppo del tema… beh… è un film che deve sedimentarsi come tutti i suoi film, è fatto a strati ma sfruttare la pippa new age strausata de “la morte genera la vita” per forza poi ti scontrerai con: Banalità.
Lo stupore per certe scelte visive rimane ma non ho avuto voglia di scrivere una Badnews totalmente DISTRUTTIVA. Io amo i coraggiosi, quelli che osano. Perchè ci danno nuovi paletti su cui posare i nostri passi ma devo ancora capire se mi è piaciuto e salvo il tentativo di creare un film “fantasioso” su temi affrontati in maniera NON superficiale come vita/morte oppure più semplicemente scrivere della vaccata che potrebbe celarsi dietro questo coraggioso tentativo. Qualcuno l’ha visto? Ci vado giù pesante come ci si aspetterebbe da una bella critica costruttiva FAD o do un altra chances al buon Darren? Si aprano le votazioni, io intanto vado a controllare se ho vinto uno dei premi secondari della Lotteria di Capodanno.
The Toxicity of our city
Autore: cecil
Per colpa del lavoro i miei genitori non hanno mai viaggiato molto in passato. Negli ultimi anni hanno deciso di recuperare e concedersi quelle mete a cui avevano sempre dovuto rinunciare. Come Roma. C’erano passati già diverso tempo fa ma solo in pullman e pioveva a dirotto. Roma dai finestrini sgocciolanti non è proprio il massimo per dire: “Sono stato a Roma”. Quindi quest’anno hanno avuto l’occasione di tornare. Contenti mi chiedono la vecchia macchina fotografica per immortalare l’evento, una discreta macchinetta digitale comprata qualche anno fa che ancora sa fare il suo sporco lavoro. Fino a ieri.
Ecco Roma:

Probabile, dico probabile, particolare del Colosseo. Se la foto apparteneva ad un professionista a quest’ora ci staremmo tutti chiedendo cosa voleva davvero trasmetterci con questo scatto così straniante, cupo ed evocativo. Slanci di viola e magenta si mescolano indistintamente nel profilo millenario della pietra come a darci la prospettiva dell’animo tormentato dell’autore a margine del tentativo ben riuscito di illustrarci un parkinson in maniera più che dignitosa.
La città tossica.

Niente a che vedere con i fatti di cronaca di Napoli e provincia. Qui non ci sono cumuli di immondizia da bruciare, camorristi da arrestare, politici da prendere a sberle, nè tantomeno poliziotti da prendere a sassate. Qui viene rappresentata la cruda realtà urbana, acida e tossica nel suo vivere la notte al limite del delirio. Un cielo televisivo si staglia sulle nostre teste quasi a volerci dire che in fondo tutto fa parte dello spettacolo….
Questa, a mio avviso, è l’unica spiegazione che potrei dare ai miei genitori quando vedranno i 200 e passa scatti che hanno fatto a Roma, una città che avevano sempre voluto vedere (e poter ricordare).
Oddio, forse a guardare bene le foto, qualche viso, monumento o piazza si riesce a scorgere, ma sempre con occhio critico.
Carstopping
Autore: hakai
Quando riuscirò a fermare il tempo sarà in una notte come questa.
Succederà in una città deserta di periferia con la neve che cade lentamente e i lampioni che riscaldano le nostre facce.
Durante l’istante in cui guardandoci i nostri occhi riusciranno a vedere dentro e.
Non importa se non avremo capito, sarà allora che smetterò di farlo battere.
Resteremo fermi in questo adesso che adesso la neve è già diventata pioggia e i nostri occhi di nuovo ciechi.
Passa una macchina.