The Toxicity of our city
Autore: cecil
Per colpa del lavoro i miei genitori non hanno mai viaggiato molto in passato. Negli ultimi anni hanno deciso di recuperare e concedersi quelle mete a cui avevano sempre dovuto rinunciare. Come Roma. C’erano passati già diverso tempo fa ma solo in pullman e pioveva a dirotto. Roma dai finestrini sgocciolanti non è proprio il massimo per dire: “Sono stato a Roma”. Quindi quest’anno hanno avuto l’occasione di tornare. Contenti mi chiedono la vecchia macchina fotografica per immortalare l’evento, una discreta macchinetta digitale comprata qualche anno fa che ancora sa fare il suo sporco lavoro. Fino a ieri.
Ecco Roma:

Probabile, dico probabile, particolare del Colosseo. Se la foto apparteneva ad un professionista a quest’ora ci staremmo tutti chiedendo cosa voleva davvero trasmetterci con questo scatto così straniante, cupo ed evocativo. Slanci di viola e magenta si mescolano indistintamente nel profilo millenario della pietra come a darci la prospettiva dell’animo tormentato dell’autore a margine del tentativo ben riuscito di illustrarci un parkinson in maniera più che dignitosa.
La città tossica.

Niente a che vedere con i fatti di cronaca di Napoli e provincia. Qui non ci sono cumuli di immondizia da bruciare, camorristi da arrestare, politici da prendere a sberle, nè tantomeno poliziotti da prendere a sassate. Qui viene rappresentata la cruda realtà urbana, acida e tossica nel suo vivere la notte al limite del delirio. Un cielo televisivo si staglia sulle nostre teste quasi a volerci dire che in fondo tutto fa parte dello spettacolo….
Questa, a mio avviso, è l’unica spiegazione che potrei dare ai miei genitori quando vedranno i 200 e passa scatti che hanno fatto a Roma, una città che avevano sempre voluto vedere (e poter ricordare).
Oddio, forse a guardare bene le foto, qualche viso, monumento o piazza si riesce a scorgere, ma sempre con occhio critico.
Bellissime.
Se i tuoi metteranno mai in vendita la famigerata macchinetta gliela compro io.

hakai | 6 Gennaio 2008, ore 22:06Sono inquietanti… anzi come avrebbero scritto all’esame per la carica di giudice “incuietanti”.
Dave Nomad | 7 Gennaio 2008, ore 13:23