Il mio primo tatuaggio

Autore:  Cittadino

Il mio primo tatuaggio risale a più di 20 anni fa. Era una calda estate e il sole risplendeva nel cielo. Correvo in bicicletta giù per il sentiero che si spingeva fino in fondo alla pineta dietro casa dei nonni. Una volta ci passava il treno e proprio tra le rotaie ancora interrate incastrai le ruote della bmx e volai sulla strada. Il ginocchio sinistro porta ancora la forma dei sassi dove atterrai. Vennero altre cadute e altre cicatrici. La maggiorparte per gioco, bicicletta, corsa, skate e motorino. Poi la vita mi ha praparato ai tatuaggi interni, quelli del cuore o dello stomaco. Guaribili dai pochi giorni ai mesi interi, tutto un altro dolore. Fuori, quello sul polso con i segni dei vetri della Fiat Uno presa a sportellate da un ubriaco al volante che non ho mai avuto la fortuna di conoscere. Questi erano i tatuaggi che mi sarei portato dietro, fino a qualche mese fa. Data in cui decisi di andare spontaneamente a farmi marchiare con una cicatrice scelta da me. Il luogo è un crocevia di vite e di esperienze, già lo stessa professione del tatuatore è un concentrato di storie da raccontare. Come quella del “preferivo quando venivano a disegnarsi toro seduto o il generale custer” o di come “ormai scrivo più io che un poeta”. Promessi sposi, nomi, slogan, simboli, nel mezzo del cammin di nostra vita, amori, ricordi.

4 Risposte a “Il mio primo tatuaggio

  1. Ho sempre pensato che un tatuaggio dovesse ricordare qualcosa…
    uno per l’amore, uno quando l’amore è finito, uno per ricordare a se stessi chi si è veramente e che si esiste a prescindere da tutto e tutti e uno quando si torna veramente “liberi” e si saluta un nuovo inizio… Chissò quanti nuovi segni mi riserva il futuro.

    Dave Nomad |
  2. credo sia tutto quello che hai detto tu, capace di evocare una relazione tra un oggetto concreto e un’immagine mentale.
    E questo spesso è personale.

    cecil |
  3. Ora per riconoscere Cecil vi basterà sbirciargli dietro al collo.
    Certo lo potrete sempre individuare facilmente grazie alla tipica rasatura a “visuale area su campi di granoturco” (vedi figura).

    ;)

    hakai |
  4. ora c’è quella coltivata a maggese!

    cecil |

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