Indiscrezioni

Autore:  cecil

La società per cui lavoro ha deciso di farsi odiare. Non che il rapporto coi propri datori di lavoro sia da Libro Cuore ma almeno prima esisteva una sorta di legame di “appartenenza”. Ora le gerarchie sono aumentate, stratificando i compiti, diluendo le responsabilità dei singoli perse in un mare di scartoffie, mansionari, disposizioni organizzative, codici comportamentali. I rapporti umani si sono ridimensionati a sguardi fugaci di intesa o ripicche infantili, di caccia alle streghe. Giochi di potere dove le persone diventano pedine di scambio per partite da manager. E’ inutile tirare fuori il solito bestiario ricorrente su lupi, squali e denti affilati. Il problema è che si parla di budget e numeri. E i sentimenti che ci metti quando fai un lavoro che ti piace vengono desertificati dalla logica. Imprenditori, sindacati, operai, impiegati, magazzinieri, contabili, tutti in cerca di un riscatto nel lavoro perchè la vita ripaga più lentamente, con una moneta che non è subito quantificabile. E così la gente se ne va e quelli che restano, come me, si chiedono il senso di tutto ciò. Con un mutuo da pagare non c’è molto spazio alle alternative. Poi ci sono i sogni nel cassetto. Quelli ogni tanto fanno capolino e chiedono se è arrivato il loro momento. Aspetta ancora un pò, pazienta. Un passo alla volta.

8 Risposte a “Indiscrezioni

  1. A volte mi chiedo perché continuo a lavorare per una minuscola azienda semisconosciuta di provincia…forse è tutto più piccolo e umano, forse è proprio un fatto di numeri: essere il 10% di un cosa è più gratificante di esserne lo 0,001%?
    Ovviamente non parlo di soldi.

    hakai |
  2. alla fine della giornata misuri quello che hai fatto in soddisfazione personale in rapporto alla fatica che hai fatto. in una grande società, con più di 150 dipendenti, questo può significare tutto.

    cecil |
  3. Il primo problema, sono le aspettative.
    E’ anche vero che nel momento in cui hai un mutuo, aspiri a vivere la tua vita e pensi al futuro, i soldi sono un FOTTUTO argomento da affrontare.
    Resta il fatto che le gratificazioni son sempre direttamente dipendenti dalle responsabilità e dalla singola persona.
    Nel mio caso, penso di aver trovato un buon compromesso tra le 2 cose. Ma è solo il mio punto di vista ed è stata anche fortuna.

    Sig. Tolleranza |
  4. funziona così nella grandi società.
    ultimamente si è instaurata una ricerca delle responsabilità logorante (caccia al colpevole, mancata comunicazione tra reparti, errori che partono dall’alto e si ripercuotono, valutazioni sbagliate…ecc.. ecc) dovuta ad una sorta di riorganizzazione aziendale che in media in questa società avviene ogni 2-3 anni.
    Questo comporta la potatura dei “rami secchi”…ridisposizione delle cariche, passaggi di consegne, nuovi arrivi dei manager rampanti che credono di avere la cura a tutti i mali (senza capire niente di medicina per intenderci).
    Tutto questo consegue un naturale appesantimento del clima lavorativo. Nel mio ufficio sono con persone con la mia stessa filosofia del lavoro, faccio un lavoro creativo che mi permette di spaziare su molti aspetti, senza rimanere fossilizzato.
    Ma una grande società è un grosso mostro che deve stare insieme a fatica. La responsabilità di chi è in punta alla piramide pesa sulle spalle della base.
    Più alta è la piramide, più è “pesante” alla base.

    cecil |
  5. Dovresti cominciare con piccole cose.
    Simboli insignificanti scritti sui muri, oggetti lasciati fuori posto, strani post-it attaccati sui soffitti.
    Cominciare ad impossessarsi dello SPAZIO AZIENDALE è un segno tangibile della propria PRESENZA.
    Può andare a discapito dei regolamenti e dar fastidio al VERTICE, ma a volte una sana azione di GUERRIGLIA PSICOLOGICA può sovvertire certi CATTIVI EQUILIBRI.
    Io comincerei sabotando la macchina del caffè!

    hakai |
  6. Sabotare la macchina del caffè è una delle azioni più vili che io conosca, ma anche una delle più efficaci. Da noi quando la macchinetta del caffè non funziona, vede vere e proprie scene di panico, compreso il sottoscritto che si aggira per la ditta con lo sguardo torvo ed elevando assurde “lodi” al signore.

    Dave Nomad |
  7. Seminare il panico per scatenare la rivolta! ;)

    hakai |
  8. lo spazio aziendale non è mai stato un problema, il mio ufficio è l’oasi felice o almeno così lo era, il caos primordiale regna sovrano, una fucina di idee folli e geniali, avere la possibilità di metterle in pratica a quest’ora avremmo materiale per un lungometraggio demenziale e qualche negozio online di magliette e produzioni indipendenti (non a caso abbiamo fatto una sit-com aziendale). il problema sono i movimenti del godzilla, qua i passi si pesano e quando si fanno alla cieca si tirano giù i grattacieli ;)

    il nervosismo della direzione si respira nelle anticamere, l’idea era quella di boicottare l’aperitivo natalizio con volantini nel parcheggio

    cecil |

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