Il mio dentista batte il mio blocco dello scrittore per ko tecnico.
Autore: Sig. Tolleranza
Oggi volevamo andare al cinema.
Ma il dentista mi ha fottuto.
E non ci vado.
Solo per farvi sapere che sono ancora vivo e che presto tornerò a scrivere.
Un’edicola proveniente dal 1985
Autore: cecil
Chiunque abbia un pò dimestichezza coi fumetti americani oppure è ultrà del fumetto tanto da aspettare l’uscita del volume preferito davanti all’edicola come il tizio di colore nella foto sa di che edicola sto parlando. Altri interessanti screenshot della location che avrà il compito di ricreare la New York del 1985 potete trovarli nel diario di produzione di Watchmen.
A questa lista di fan sfegatati possiamo aggiungere anche gli addetti ai lavori del fumetto italiano, una grande famiglia. Se avete un pò di tempo libero leggete gli ultimi interventi di questo fantomatico infinito che si scaglia contro i parrucconi del fumetto italiano. E’ esilarante leggere il polverone che sta cercando di alzare nel tentativo di farsi notare da qualche editore e il coro stizzito degli addetti ai lavori. Un vero e proprio circo itinerante. Spero vivamente sia solo frutto della mente di un abile autore che vuole farsi pubblicità in maniera non convenzionale, ma come tutti sapete io sono un romantico ottimista…forse infinito assomiglia proprio al tizio che legge i fumetti accanto all’edicola, in attesa di qualcosa di eccezionale…
Piccolo Spazio Pubblicità
Autore: cecil
Ovvero “anche i bazzicatori di questo postaccio possono fare qualcosa di buono”. Questa è la copertina del libro scritto dal buon Dave e da uovonero che ha frequentato per un pò il nostro fforum prima che questo implodesse per le stronzate contenute. La copertina è molto evocativa, il libro potrebbe parlare di qualsiasi cosa, dalla cura dei fiori alle liti condominiali. Sicuramente saranno belle storie di vita vissuta e prima di dire altre fesserie se siete curiosi di sapere di cosa parla questo libro e fare domande all’autore (mi sento molto procuratore in questo momento) potete farlo qui, iscrivendovi al nostro forum, o mandando un mazzo di fiori e dei cioccolatini all’indirizzo di chi volete bene.
Dave, la copia del libro la puoi lasciare sul mio comodino.
Aspettando Natale
Autore: cecil
L’R4 Rossa
Autore: cecil
Le città, le strade, le metropoli, i pali della luce, gli asfalti sono tutti uguali. Portano con sè, nelle loro strutture, la sensazione di grigia monotonia, ogni giorno a forza di attraversarle per andare al lavoro anche la vita appare di quel colore. Ma basta poco per notare altri contrasti, sta tutto negli occhi di chi guarda, come riuscire a vedere una R4 rossa tra tutto il caos urbano. Venerdì mattina, fila per andare al lavoro dovuta ai lavori in corso, chiusa una corsia della superstrada, soliti rallentamenti, manifestazioni di forza dei macchinoni verso gli esemplari più piccoli. La furia evolutiva della giungla applicata alle automobili. Poi d’un tratto in mezzo alla rotonda una R4 rossa, un pò scassata davanti. In mezzo alla rotonda i due protagonisti della vicenda: una signorina di colore molto precisa nell’aspetto, vestito bianco e lunghe treccie che scendono sulle spalle, all’altro lato del ring rotondo il tipico anziano della zona, vestito di quegli abiti dal tessuto grossolano color pera williams, una specie di coppola in testa e la classica camicia azzurra che solitamente viene indossata dagli anziani e dagli autisti di autobus. La scena è confusa, non capisco bene chi è il possessore della R4 e se c’è un altro mezzo coinvolto. La fila avanza lentamente, l’orologio segna -5 minuti alle 9, orario di timbratura. Merda. Ma invece di perdermi in imprecazioni sui santi che rovinerebbero per sempre la mia giornata il mio sguardo è attirato dalla scena che si svolge a qualche decina di metri. La fila avanza un altro pò, finalmente riesco a percepire qualcosa. C’è una diatriba in corso, su chi ha ragione e chi ha torto. Noi, gli automobilisti fermi in fila, inconsapevoli spettatori di questo forum all’aria aperta senza giudice. Il vecchio gesticola di vortici con la mano, la ragazza punta il dito sulla macchina. Un dialogo che rimane comunque civile. La fila anvanza di qualche altro metro, le macchine dietro di me tagliano la strada per l’inevitabile collo di bottiglia. E finalmente lì sento. Lei sempre molto garbata cerca di spiegare gentilmente l’errore del vecchio, la rotonda ha la precedenza su tutto. Il vecchio ribatte prontamente con il solito bon ton che contraddistingue l’anziano quando perde la pazienda: porco ***…. **** madonna !!! #### vigliacco impestato. La fila riparte, passo davanti ai due tizi e alla R4 rossa e mi reco al lavoro col sorriso.
Più R4 per tutti.
L’angolo dell’esperto di Internet
Autore: cecil
Questa mattina mi sono imbattuto in un articolo di Gabriele Romagnoli su Repubblica intitolato “YouTube Generation” che analizza il rapporto dei gggiovani con internet (più precisamente con iutube) e i fatti di cronaca nera e come tutte le volte che un giornalista “cartaepenna” si addentra nel misterioso mondo del Web il risultato è a dir poco agghiacciante. E’ come se uno che guida una barca a remi parlasse dei pericoli riguardanti l’avvento delle eliche a motore. Voi seduti sulla spiaggia ora vi bagnerete sicuramente, anche se state a diversi metri dalla riva. Un misto tra paura millenaria e buffa idiozia. Ma andiamo con ordine.
You Tube Generation
di GABRIELE ROMAGNOLI
Esistono gli universi paralleli.
Non sapevo che Romagnoli fosse conosciuto anche come Stephen Hawking.
Non c’è bisogno di dimostrazioni scientifiche, è sotto gli occhi di tutti, a distanza di un clic. Molto di quel che accade è già avvenuto prima.
Cazzo, hai già fatto la tua scelta Neo, ora devi solo capire il perchè.
E dopo essere accaduto può essere replicato all’infinito. La realtà è una profezia che si autoavvera. Nonché, spesso, uno spettacolo di seconda visione. Un momento incidentale tra la prova generale su You tube e le infinite riproposizioni in altri siti. È la messinscena di una sceneggiatura chiamata blog. Ha, con questi universi paralleli, un rapporto di dipendenza, a parti invertite. Non è la realtà a condizionarli, ma viceversa. Qualunque cosa esiste solo se può essere mostrata.
Puro citazionismo paraculo o semplice delirium tremens.
E se la tv non viene da noi, noi andiamo alla tv. Non c’è ormai fatto di cronaca che non abbia un aggancio con questi mondi: l’assassino ha mostrato come preparava la strage su You Tube, la vittima è apparsa, la sera dell’omicidio, su Facebook, la polizia ha trovato indizi nel blog.
Allora aggiungiamo un cretino che fa le boccacce su youtube. E’ l’indizio fondamentale per farlo incarcerare per omicidio. “Sono un vampiroooooo”. Ossignoremio, questo diceva che era un vampiro davanti alla telecamera.
Quali sono le ragioni che spingono un numero crescente di persone, sempre più giovani, verso questo altrove?
Bingo Jhonny! La figa? I culi? Le tette? Il porno in generale?
La risposta, probabilmente, si chiama “SEM”, acronimo che comprende Solitudine, Esibizionismo, Mercato. Tutte e tre le componenti esistono da tempo, ma nell’universo parallelo si coalizzano. Prendiamo il blog. In fondo è la versione contemporanea del diario. Il diario è, inevitabilmente, solitudine. Lo si scrive in prima persona, in una stanza chiusa, soli contro il mondo, confessando, analizzando, per abitudine adolescenziale, suggerimento del terapista, ossessione di documentare, almeno a se stessi.
Si rimane sempre nell’anonimato, anche in rete. Ai tempi del tuo diario i fatti tuoi li scrivevi in piazza con la gente che sporgeva dietro le spalle?
Nella sua espressione primitiva il diario era segreto: un quaderno con il lucchetto, riposto in un cassetto chiuso a chiave, in una stanza nella quale era proibito l’ingresso.
Devi aver avuto proprio una bella casa per avere una stanza tutta per il tuo diario.
Violarne l’intimità era considerato peccato mortale, del genitore o del partner. Nella solitudine odierna si compilano blog. L’esibizionismo spinge a metterli in rete, a disposizione di chiunque. Tutti possono sapere non soltanto le opinioni politiche di Tizio.com, ma anche le peripezie sentimentali e sessuali di Caia.org.
Non può essere. L’ha fatto davvero??!? Ha associato l’estensione .org per ricordare l’orgia….
Se, in una qualsiasi sala chiedete di alzare la mano a chi è stato almeno una volta ripreso dalla televisione vedrete metà delle persone sollevarla. Le altre tengono un blog. È la rivincita degli esclusi. Di più: è la speranza di accedere al mercato. Gli editori solcano la rete in cerca di blog da trasformare in libri. I casi non mancano. E non si limitano al giovane che mandava dispacci da Bagdad in guerra, comprendono anche la ragazzina che racconta le sue esperienza sadomaso. Da sola che era, attraverso l’esibizionismo è arrivata al mercato.
Oh. Finalmente svelato il terzo segreto di Fatima.
Il blog sta a You Tube come la carta stampata alla televisione. Quel che uno scrive sul blog può essere inventato, quel che mette su You Tube è filmato, documentato. Nessuno può negarlo. E allora, davvero, esiste solo se è su You Tube. Solitudine, Esibizionismo, Mercato, si diceva.
Quindi secondo la logica dell’articolo tutto quello che passa in tv non può essere inventato,così come su You Tube, perchè filmato e documentato! I palleggi di Ronaldinho con la traversa, il tizio che palleggia col culo, l’arrivo di una cometa nel salotto di casa, tutto vero credetemi!!! L’ho visto io!!!
Solitudine: intorno ad Ancona vivevano ragazzini incapaci di un vero rapporto con i genitori e i compagni. Esibizionismo: mettevano on line le loro attività sessuali, con o senza il consenso dei partecipanti. Scoperti, dicevano al magistrato: “Non mi sono divertito a farlo, ma a farlo sapere”. Mercato: le ragazzine consenzienti spiegavano: “L’ho fatto sperando che qualcuno mi notasse”. E le offrisse un qualunque spazio retribuito.
Per fortuna ci sono i giornalisti che dall’alto della loro imparzialità possono raccontare come stanno veramente le cose. Possiamo sentirci veramente al sicuro.
Il mondo parallelo abbatte la Solitudine e crea rapporti altrimenti impossibili. Il massacratore della scuola finlandese era in contatto attraverso You Tube con un quattordicenne americano arrestato in ottobre, sospettato di aver preparato una simile strage. Nella realtà è difficile trovare qualcuno che condivida le stesse passioni e/o perversioni, nell’altrove basta indicarle al motore di ricerca. Ci si possono scambiare filmati dei propri gatti che si masturbano o dell’uso del mitragliatore contro soggetti inermi.
Quella dei gatti che si masturbano sinceramente non l’ho afferrata.
Non c’è limite. Si abolisce ogni distanza, scavalca ogni differenza. Se è vero che note attrici passano ore su My Space cercando il compagno d’avventura che potrebbero trovare altrettanto facilmente nella realtà, il fatto straordinario è che un ragazzo comune, mettendo il proprio filmato sul web può finire a chattare e poi incontrare una star che aveva visto soltanto al cinema. Perché nell’altrove tutti diventano star. Esiste, anche, un mercato parallelo, che consente a uno sconosciuto di procurarsi più contatti di un divo, uscire dalla solitudine e, tramite l’esibizionismo, approdare al mercato.
In fondo tutti vogliamo sfondare… e scommetto che tu hai letto tutte queste stronzate su un blog. Oppure è tutta farina del tuo sacco?
L’universo parallelo è circolare.
Qui Stephen Hawking sovverte l’establishment scientifico. Vuole il nobel o semplicemente approdare al mercato tramite l’esibizionismo?
Tutto si ripete all’infinito senza possibilità di distinzione, perché non esistono un prima, un poi, un luogo limitato. L’emulazione è il metodo, il perfezionamento lo scopo. Non ci sono valori né disvalori. La realtà è film, quindi ingiudicabile. Può succedere, come è successo, che due ragazzi mettano un pacchetto di caramelle Mentos in una bottiglia di Coca Light, la gettino per terra e, causa la reazione chimica all’interno, la facciano schizzare in aria come un razzo. E che questo gesto privo di ogni significato o apparente soddisfazione venga ripetuto e documentato innumerevoli volte e dovunque.
Mi domando se Romagnoli sia stato mai ragazzo oppure dopo i primi 3 anni di vita sia passato direttamente alla fase cagacazzo inquisitore.
O che altri due ragazzi decidano di fare una carneficina e mostrino i loro piani, i bersagli, i ridicoli slogan a supporto, con una fastidiosa colonna sonora d’accompagnamento. E che anche loro vengano imitati, davanti a una telecamera, nella realtà: c’è ancora differenza? Perfino il terrorista islamico mette sul sito il proprio testamento prima di farsi saltare o dello sgozzamento del nemico sequestrato. Anche nella sua cultura la realtà deve essere esibita per esistere, convincere, conquistare posizioni nel mercato delle idee.
La generazione You Tube non è pericolosa perché usa questo mezzo, ma perché manda un messaggio: “Guardami, sono solo, non ho niente da dire, ma dedicami la tua attenzione, ascoltami, leggimi, comprami o ti sparo e poi, forse, mi sparo”.
Sparati.