Stop-motion, music “Popcorn”.

Sotterranei

Autore:  cecil

mi dai fastidio

Oggi si va di rece musicale. Voglio parlarvi de “I Camillas“. Serata per gruppi emergenti in una cornice come quella del Velvet Rock Club, una volta “The House of Rock”, oggi trasformata da quel simpatico buffone di Thomas Balsamini in una specie di “The House of Shit”. Fortunatamente i concerti non sono ancora stati tramutati in “oro” dai suoi lunghi tentacoli per cui si possono ascoltare ancora gruppi decenti. Ebbene i Camillas si presentano in due sul palco, chitarra/voce e voce-synth-tamburi-ecc, mascherati rispettivamente da Frankenstein e una specie di DevilMan(!!). Già questo fa guadagnare dei punti rispetto a tutti gli altri gruppi. Poi inizia il concerto, ritmi ripetuti e semplici, quasi ossessivi e liriche “easy”, non nel senso dispregiativo del termine. Hanno il dono della sintesi e non si prendono troppo sul serio, punto fondamentale a loro favore. Semplicemente esilaranti dal vivo. Da consigliare assolutamente (ascoltare per credere).

E’ l’inizio di Watchmen (prima che Hollywood ne faccia l’adattamento cinematografico e tutti i teenager vorranno essere come Rorschach) ma è anche l’immagine impressa nella mia memoria dall’infanzia. E’ un rimando continuo al mondo dei ricordi quello che sta capitando, è la cronostoria delle mie esperienze e delle emozioni provate all’epoca. La storia è quella del cane regalatomi alla tenera età di 3 anni e di una giornata autunnale. Non ricordo esattamente indizi sull’effettiva collocazione temporale dell’avvenimento, forse l’associazione autunno-fatto triste mi fa pensare ad ottobre/novembre.
Quel giorno il cane era scappato lontanissimo per la visione del mondo che si ha a 3 anni: la parte opposta della strada. Dove abitavo prima la strada era trafficata e c’era un mondo alieno dall’altra parte e il mio cane annusava semplicemente le aiuole nel giaridno di fronte. E’ stupido dirlo oggi e affermarlo in questi termini, ma il mio tentativo di richiamarlo è stato il motivo che lo ha ucciso. Lo ha ucciso la sua fedeltà. Ha attraversato la strada di fronte a me mentre la macchina grigio scuro gli è passata sopra, travolgendolo letteralmente. Altrochè macchie di Rorschach. E’ stato come vedere le foto sul sito di Rotten in anteprima di 20 anni. Poi ricordo solo la corsa verso casa, verso mio padre, il pianto e un sonno profondissimo. Al mio risveglio pensavo di aver raccontato tutto quello che era successo a mia madre ed invece era solo un sogno. Quella settimana non aprii bocca.

Le carpe Koi

Autore:  cecil

Quella delle carpe Koi è una storia che parte da lontano, nel tempo più che nello spazio. Quasi vent’anni fa il mio vicino di casa perde il figlio in un incidente in deltaplano. Ero poco più che un bambino e ricordo il suo passatempo preferito: ammaestrava quaglie. Aveva un richiamo, una specie di fischietto, che usava quotidianamente per farle tornare a mangiare. Ricordo anche la sua vespa azzurra scassata che la sera lo portava ad ubriacarsi fino a non ricordarsi la strada per tornare a casa. La perdita del figlio lo aveva travolto, la moglie lo aveva sempre trattato come una merda e dopo il lutto l’odio che lei provava nei suoi confronti era aumentato. Tornava sempre più spesso ubriaco, le quaglie avevano smesso di essere la sua passione. Qualche mese dopo lo ritrovarono in fondo al pozzo dietro casa mia, il portafoglio lasciato diligentemente in vista sul bordo come ultimo indizio. Il pozzo fu chiuso per anni fino a quando i miei genitori acquistarono il terreno dietro casa. Ero ancora un ragazzino e quell’estate mi affacciavo al pozzo incuriosito. Per niente timoroso di quello che era successo guardavo tra le acque: c’erano dei pesci grigi in fondo al pozzo. Non so come ma erano riusciti a sopravvivere là sotto, probabilmente alimentati da qualche sorgente sotterannea. Quei pesci erano vivi in un luogo di morte. A distanza di anni quel luogo è la dimora delle mie carpe Koi. Apparentemente cancellato dal tempo ciò che è stato, come carpe koi in cerca del cibo, ogni tanto riaffiora.

POST (conto terzi)

Autore:  Sig. Tolleranza

In attesa degli ultimi trailer in FAD, beccatevi questo:

Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla quando si è costretti a scegliere non c’è libertà. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. La scelta c’è dove c’è confusione. Per la mente che vede con chiarezza non c’è necessità di scelta, c’è azione. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Così ti vai a vedere ad esempio Planet Terror (aspettate la recensione del Tollo che sarà sicuramente più esaustiva) e sai benissimo che è un film praticamente inutile, ma geniale nel suo nonsense. Il problema sta poi nel decidere da che parte stai. Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla. Decidere. E’ questo che comporta il mondo di oggi. Molti problemi scaturiscono dal dire che siamo liberi di scegliere, che la scelta significa libertà.