ma c’è qualcosa di sbagliato quando finisce una storia. Così mi soffermo un altro poco a piano terra, per analizzare come ci comportiamo davanti a certe esperienze. C’è una forza misteriosa e senza senso in certi comportamenti, quella voglia di ribellarsi e far vedere a sè stessi che ce la possiamo cavare anche da soli, che tutto sommato siamo forti e fighi. E sorridenti, con tutti meno con chi vorresti esserlo. Così c’è chi si butta ad imparare a suonare e darsi un tono, ma ha le dita a salsiccia e il senso musicale di una foca monaca. C’è chi, per farsi le ossa, va in palestra ma quando trova 14 tapis roulant davanti alla faccia non sa quale scegliere per correrci sopra. C’è chi, più semplicemente, volta pagina e chi si perde nella paranoia e non demorde, al costo di farsi davvero male. Dicono che non puoi avere una vita felice e una vita piena di significato tutt’insieme. Così prendi fiato, asciughi il sudore, ti guardi un’altra volta dietro le spalle, un’occhiata in alto, slacci il nodo dei laccetti. Sul terreno lasci le tue scarpe luccicanti col carro armato sotto e riparti.

Una Risposta a “Se prendo l’ascensore salgo in fretta

  1. L’importante è che, quando riparti, non ti volti e tenti di rimettere i piedi sulle impronte già fatte… non combacierebbero e comunque una strada già fatta va dimenticata.

    Dave Nomad |

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