Flusso dei pensieri
Autore: Sig. Tolleranza




Il vecchio la sa lunga
Autore: bartoz
Seduto fuori da un locale c’è un tizio, è appena fuori da un piccolo bar di paese. Se ne sta seduto contro il muro, su una specie di panca di pietra, al ciglio della strada.
È vecchio ed è stanco, è sporco e ha capelli e barba incolti. Un vecchio ubriacone con una bottiglia di vodka liscia accasciato fuori da un bar, una sera d’estate.
C’è un gran viavai dentro e fuori dal bar: prima gli aperitivi, poi qualche cocktail per il pre-serata, certo il proprietario non si può lamentare di come vanno gli affari. Ogni persona che entra o esce non può fare a meno di notare il vecchio, sempre fermo sulla sua panca, immobile come la morte, con lo sguardo fisso di fronte a sé, perso nel vuoto; una luce inquietante negli occhi.
Ormai tutti ci sono abituati, è come se fosse parte dell’arredamento, è come se fosse sempre stato lì, posato assieme alle pietre tanti anni addietro, quando il vecchio edificio dai muri spessi fu costruito con poca scienza ma con passione e cura artigiana. Come una pietra del muro, dunque, immobile; c’è chi continua a chiedersi come faccia a starsene sempre lì fermo, a fissare il vuoto. Mai un battito di ciglia, mai il minimo accenno di moto, solo un leggero ondeggiare della mano destra, che regge ciondoloni a bottiglia. Qualcuno aveva perfino cercato di tenerlo d’occhio, di spiarlo per vedere se si fosse mosso, se si fosse alzato per qualche motivo; in fondo anch’egli doveva mangiare, si dicevano. Invece nessuno può dire di averlo mai visto in altra posizione da quella, immobile guardiano di qualche incomprensibile segreto.
Se ne sta sempre fermo lì e bada a fissare il vuoto, ma succede una volta una cosa che lascia tutti senza fiato: il vecchio d’improvviso si alza, con pacatezza posa la bottiglia mezza vuota a terra e si mette in piedi sulla panca, osservando la piccola folla che subito si è riunita.
Il silenzio è totale e la tensione è come una densa melassa che avvolge ogni movimento, tutti si aspettano qualcosa di straordinario, qualche cosa di eccezionale. Parlerà? Spiegherà il suo mistero? Dirà che cosa ha pensato tutto quel tempo? Svelerà che cosa fissava?Mostrerà che cosa vedeva?
Tutti stanno con la bocca aperta a fissare il vecchio che sembra però non rendersene conto, continua a fissare il vuoto, solo spostando gli occhi ogni tanto, ma senza cambiare la smarrita direzione del suo sguardo, senza curarsi di tutta quella gente, senza il minimo accenno di voler soddisfare le loro aspettative, la loro morbosa curiosità verso di lui. E tutti non possono far altro che continuare a fissarlo, senza staccare un attimo gli occhi per la paura di perdersi un’espressione, un gesto, una parola che potrebbe spiegare tutto. In eterna attesa di una rivelazione che non arriverà mai.
Call Center
Autore: hakai
…ed intanto l’America si chiede…
Autore: cecil
L’America è ferma ancora all’annoso dilemma evoluzionismo VS creazionismo. Cazzo, se siamo frutto di un disegno intelligente il nostro artista doveva avere la punta della matita scheggiata.
Oscar Pistorius e il doping al carbonio
Autore: cecil

Siamo sicuri che stiamo facendo la cosa giusta? Mobilitarsi per l’atleta con le gambe di carbonio in modo tale da farlo partecipare alle Olimpiadi. Meraviglia del “politicamente corretto”. Forse la nostra civilità sta travisando un pochino il concetto di buon senso e tolleranza. Facciamo correre un atleta con gambe palesemente fuori regolamento e non ci scandalizziamo più che i bambini continuano a morire di fame. Non lo so, io non sono così convinto che far correre questo ragazzo alle Olimpiadi sia la cosa giusta da fare. Aprirebbe degli scenari inquietanti. Una volta fatto questo passo poi chi rifiuterà un nuotatore con braccia finte, un arciere con occhio artificiale, un maratoneta con polmone bionico. Non vorrei passar per un Hitler dell’Adriatico però starei attento a parlare di “discriminazione”. Siamo tutti d’accordo che sia un handicap e non un vantaggio correre con protesi al carbonio, ma vogliamo tutelare anche gli atleti che hanno i crampi ai polpacci?
Così parlò il Sig. Tolleranza
Autore: Sig. Tolleranza
Non si vedono speranze, non si vedono alternative, ma basta svoltare l’angolo e tutto va bene.
O meglio, basta svoltare l’angolo “nella nostra testa” e tutto va bene.
Ma sarà stato un vero cambiamento? No, non credo.
I veri cambiamenti arrivano sempre nei momenti meno attesi e di solito non sono pianificati più di quanto si possa pianificare di innamorarsi di qualcuno.
E allora che facciamo, non ci muoviamo?
No.
È giusto cambiare, è giusto andare avanti, è giusto farsi domande e darsi delle risposte.
Ma sapendo che tutto questo non ti aiuta a fare quei 4 passi che ti servono per girare l’angolo ed arrivare alla strada nuova.
Buffo, se parlo così, molti pensano che stia parlando di qualcosa di spiacevole, qualcosa di inatteso, sgradito o doloroso, ma questo solo perché si associa il cambiamento al dolore, pia illusione di una mente che vede tutto immobile, quando tutto si muove.
Ed hanno provato a convincere Galileo che qualcosa fosse fermo, ma “eppur si muove” e non c’è verso di fermarlo.
Il mondo ha girato e ti ha lasciato qui, ma solo perché tu non sei voluto andare.
Ed hai fatto bene, ma prima o poi lo dovrai fare, e chi potrà dire quando arriverà il prima o il poi.
Questo per dirvi che sono in arrivo cambiamenti, abituatevi all’idea.