Finalmente sono riuscito a vedere il film di Tarantino dopo tante discussioni ruotate su giudizi altrui. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori riguardo questo film, dalla ciofeca immane e inutilmente allungata al capolavoro del cinema dei tempi moderni. Una gamma così ampia di giudizi critici verso questo film è giustificata, Tarantino, come pochi altri registi, ci induce alla schizofrenia di giudizio, T. non ha studiato sui libri ma ha visto molti film, questo è il talento/limite di Quentin. “A prova di morte” è un gran bel film. C’è tutto ciò che Tarantino ama: i piedi delle donne (cazzo, lo avevamo capito dal tramonto all’alba, qua arriva quasi allo stomaco), le donne “maschiaccio”, le auto, i dialoghi fiume (c’è un piano sequenza lunghissimo attorno al tavolo delle ragazze nella seconda parte del film che si rifà al dialogo iniziale delle Iene che è uno spettacolo di tecnica, il dialogo ovviamente è puro Tarantino) ed il cinema degli anni 70. Questo film, come ha detto il buon Hakai, è il perfetto film di Tarantino. Il regista è sempre più coerente con il suo personale “progetto”. Questo è l’approccio, prendere il film così com’è, il problema è di certa critica che esalta il film come il migliore dei modi possibili di fare Cinema. Ho letto tanto e troppo su questo film e se devo dare una degna conclusione a questa pseudo-recensione vorrei citare l’intervento di una ragazza (susanna) che partecipa su it.arti.cinema, che ha descritto in maniera impeccabile il film:

Grindhouse rimane pero’ un gran film, dato che impiega il mezzo con massima maestria. Questo esercizio e’ una piccola “O” di Giotto, una “O” che non significa un cazzo, che non racconta nulla, ma che espone se’ stessa nel miglior modo possibile. Vedere Tarantino all’opera in campo aperto e’ uno spettacolo. Lo ricordavo qualche tempo fa, mi lamentavo, mi sembrava assurdo che un regista del genere fosse cosi’ restio a misurarsi sugli esterni. Bene, sono stata ripagata a dovere, benche’ il furbastro abbia sapientemente moderato la mano usando gli interni delle autovetture per non sbragare. Ne sa veramente tanto, di tecnica.
Ma il suo non e’ buon cinema, e’ un cinema insufficiente. Quando si esprime qualcosa, si comunica, gente. E la comunicazione serve solo per dire qualcosa; le pugnette me le faccio da sola. Quando uno e’ lassu’, e comunica con *milioni* di persone, e’ abbastanza triste che si accontenti di fare il clown, per quanto bene lo possa fare. […]
Tarantino, e questo e’ un altro suo merito, non promette nulla, dato che e’ un regista reale e non uno dei tanti ghost director da quattro soldi che infestano le sale.

Ve lo consiglio, nonostante io non sia un fan accanito del piedofilo.

Ho tolto l’immagine di un mega cannone in bocca ad una tipetta.

Trailer in FaD! La città proibita.

Autore:  Sig. Tolleranza

È uscito al cinema la città proibita.
La storia è così: c’è l’imperatrice che si scopa suo figlio, ma non è che se lo scopa davvero perché lui non è suo figlio. Cioè se lo scopa davvero, ma lui non è davvero suo figlio. E intanto lui si scopa sua sorella, ma non sa che è sua sorella, perché lei non è la figlia dell’imperatrice, come il figlio dell’imperatrice, che però lei sa chi è sua madre.

E c’è l’altro figlio, quello dell’imperatrice, che incontra il padre, l’imperatore, e dopo essersi presi a spadate, tornano a casa, a palazzo, che lui era andato via 3 anni, alla frontiera, perché il padre gli vuole bene e allora gli dice: “Se una cosa te la dò, te la dò, sennò non te la dò” e intanto pensa di farlo suo erede e di fottere il figlio che si fotte sua moglie fottendogli il trono.

E c’è laltro figlio, non quello che scopa e nemmeno quello che prende a spadate il papà, che si fa i cazzi di tutti e sente i genitori che litigano, i fratelli che sgridano, tutte le cazzate successe e gli prende male e prova a far fuori tutti, ma si prende tante di quelle mazzate che ci resta secco e tu ti dici: “Cazzo, questo non ha fatto un cazzo tutto sto cazzo di film e poi mi crepa. Che cazzo l’hanno messo a fare?”

E la città proibita è proibita manco per un cazzo perché 10.000 persone ci entrano come ridere e allora tu ti chiedi “Perché è proibita?” e poi i 10.000 crepano e tu ti dici “E bravi scemi, se vi dicono che è proibita, non ci andate.” e allora ti rendi conto che sei stato troppo severo con 10.000 cazzoni che son morti e ti consoli perché la sorella del figlio dell’imperatore che però non stava più a palazzo, cioè all’inzio ci stava, ma poi il padre del fratello ha mandato via lei e suo padre, con sua madre che poi torna. E quando viene a sapere che lui è suo fratello scappa urlando e tu dici “Poverina” poi crepa e dici “Che cogliona, tanto ormai quel che è fatto è fatto, cazzo scappi urlando a fare, che tanto ci sono i ninja che ti fottono?”

Poi ci sono i ninja, le corde magiche, i crisantemi e tutte quelle cose e nella sala a fianco c’era Grindhouse e tu dici “Ma perché non sono andato a vedere i Robinson?” ché Grindhouse piace solo ai fan di Tarantino. E siccome l’imperatrice ha ste tettone ma non si vedono mai, tu ti innervosisci e vorresti fare come il figlio che si infila le forbici nella spalla o come quello che si sgozza da solo, ma non ci sono le spade in sala e allora cerchi di guardare il film e non pensare a Tarantino che se facesse un cazzo di film diverso non sarebbe male.

E il cielo è tondo e la terra è quadrata e quei 2 rimasti vivi che son sulla terrazza tonda seduti al tavolo quadrato, che poi son l’imperatore e sua moglie, ci rimangono male e lei tira in aria la medicina che scioglie il tavolo e ti viene da pensare “Ma che cazzo, scioglie il legno e sta nel vetro! Ma allora il vetro è più forte del legno! Perché non facciamo i ponti in vetro?!”

La società giovani e dinamiche cercano in tutti i modi di farsi conoscere al grande pubblico, questo è quello che consigliano i nuovi guru del marketing, quelli della generazione basta che sciocchi e colpisca in faccia. Ma diciamocelo, chi non vorrebbe lavorare così? In un ambiente come questo, circondati da minus habens che tracannano birra dalla mattina alla sera, dove il tuo capo ufficio avrà al massimo qualche mese più di te e il fegato spappolato nel giro di qualche anno. Dove le riunioni importanti si decidono al ritmo di rock e pogo abbestia. Beata incoscienza, tempo qualche mese e tutti saranno pieni di debiti e senza un lavoro. Sono un cinico ma loro sono clown così divertenti da prendere a torte in faccia. O magari hanno davvero successo e scalzano Steve Jobs… Eh!? Alzi la mano chi firmerebbe un contratto per questa società…??

Presente!
E poi la canzone si intitola “Flagpole Sitta” (Harvey Danger) e mi ricorda i REM di Bad Day.

I had visions, I was in them,
I was looking into the mirror
To see a little bit clearer
The rottenness and evil in me

Fingertips have memories,
Mine can’t forget the curves of your body
And when I feel a bit naughty
I run it up the flagpole and see who salutes
(But no one ever does)

I’m not sick, but I’m not well
and I’m so hot ’cause I’m in hell

Been around the world and found
That only stupid people are breeding
The cretins cloning and feeding
And I don’t even own a TV

Put me in the hospital for nerves
And then they had to commit me
You told them all I was crazy
They cut off my legs now I’m an amputee, Goddamn you

I’m not sick, but I’m not well
And I’m so hot cause I’m in hell
I’m not sick, but I’m not well
And it’s a sin, to live so well

I wanna publish ‘zines
And rage against machines
I wanna pierce my tongue
It doesn’t hurt, it feels fine
The trivial sublime
I’d like to turn off time
And kill my mind
You kill my mind
Mind…

Paranoia, paranoia
Everybody’s comin’ to get me
Just say you never met me
I’m runnin’ underground with the moles
Diggin’ holes
Hear the voices in my head
I swear to God it sounds like they’re snoring
But if you’re bored then you’re boring
The agony and the irony, they’re killing me, whoa!

I’m not sick, but I’m not well
And I’m so hot cause I’m in hell
I’m not sick, but I’m not well
And it’s a sin to live this well

Dopo colloquio ‘costruttivo’ tra George W.Bush e Vladimir Putin riguardo l’installazione dello scudo spaziale nella Rep. Ceca e in Polonia sembra che i rapporti tra le due superpotenze si siano finalmente distesi. Non contento il buon George per non fare la parte del cafone ha voluto mostrare all’amico Putin il funzionamento dello scudo spaziale: non c’è nulla di cui preoccuparsi. Putin con moglie, una matrioska in tenuta da tenente Colombo, ha seguito divertito la dimostrazione. George, inizialmente un pò impacciato davanti a tutta quella tecnologia, avrebbe sussurato: “speriamo di non fare la solita figura di merda”.

Lost in Amsterdam

Autore:  cecil

Quando sei all’estero, specialmente in un paese veramente libero e tollerante come l’Olanda, lontano dalle cose di tutti i giorni, senza la televisione ad urlarti in faccia quanto sei piccolo ed insignificante rispetto ai loro standard, quando sei a contatto con tutto il campionario dell’umanità intera, ecco che ti senti finalmente parte dello spettacolo. Un ricco ed indecifrabile caleidoscopio rotante. Così quando torni a casa, quelle idee malsane che ti erano venute in mente quasi per caso diversi mesi prima acquistano un loro significato. Quale esso sia non ha importanza, l’Olanda è un paese estremamente avanti rispetto alla nostra concezione di realtà. Conoscono cos’è la globalizzazione e la società multirazziale: in ogni Burger King e Mc Donald’s trovi lavoratori di colore dediti a riempirti di ghaccio le bevande ed i negozietti pieni di inutilità fabbricate in Cina e Bangladesh sono gestiti da indiani, pakistani e medio-orientali che cercano di rifilarti la fregatura. Tutto è veloce ed efficiente, perfino il barbone che chiede l’elemosina fa qualcosa di eclatante per conquistare il tuo cuore, e soprattutto il tuo portafoglio. Barbone è quasi dispregiativo, meglio artistoidi di strada. Poi gli inglesi. Qua la fanno da padroni. Il grosso bianco colonizzatore ingurgita birra da mattina … a mattina, intonando canti folkloristici. Le donne olandesi sono meravigliose, senza escludere quelle delle vetrine. Per strada la polizia è una presenza invisibile, non c’è in un solo angolo della città l’opprimente presenza degli apparati dell’ordine dello stato. Solo telecamere ogni 10 metri. Dovreste andarci.