Tenacious D e il Destino del Rock è un capolavoro sfiorato. Jack Black gioca ancora una volta a fare il difensore del Rock. Dopo la prova superlativa in School of Rock penso sia uno dei pochi mattatori dello schermo, un “animale da palco” per l’enfasi e l’energia che trasmette. C’è da aggiungere che in questo film si cala perfettamente nella parte perchè riprende le gesta reali dell’omonimo gruppo fondato con Kyle Gass nella Los Angeles di metà anni Novanta (in Italia sono sconosciuti, ma negli Stati Uniti i loro dischi spopolano). Il plot è geniale: un giovane Jack Black (JB) allontanato dalla famiglia per aver scritto un pezzo sboccatissimo!!! (a detta del padre opera di Satana) scappa di casa in cerca di fortuna ad Hollywood. Qui conosce KG ed insieme scoprono la leggenda del “Plettro del Destino” appartenuto ai più grandi del Rock. A metà tra un demenziale ed un musical la storia ha l’unica pecca di perdere in qualità in alcune scenette troppo forzate: alti e bassi fastidiosi. Rimane comunque un tentativo originale, l’interpretazione sopra le righe di Black e le fantastiche canzoni dai testi improbabili (ma reali!) da premiare. Per tutti quelli che amano il Rock uno spezzone dell’ultima canzone dei Tenacious D (attenzione: svela alcune scene del film).

4 Risposte a “Il Plettro del Destino: quasi un masterpiece!

  1. e recuperate la colonna sonora

    cecil |
  2. cazzocazzocazzo..l’altra sera dall’acchiappablocchi l’ho avuto sotto mano per mezzora..poi visto il mood delle serata..ho optato per questo

    hakai |
  3. Con un budget un pochino più consistente ed una sceneggiatura senza buchi avrebbe fatto davvero il botto!!! (parlo di Tenacious D)

    il tuo pusher ti ha soddisfatto? ;)

    cecil |
  4. Finalmente ho visto il film dei Tenacious D.! :)
    Come commenta il Cecil questo movie soffre di moltissime lacune ma ha alcune scene di PURA genialità demenziale (in pratica si tratta degli spezzoni che trovate su youtube): la storia di kickapoo, la “cover” di Bach, l’incontro allucinogeno di JB col Sasquatch e la sfida finale con Satana in persona sono davvero delle perle ;)

    Pusher invece è il primo di una trilogia di film di questo Nicolas Winding Refn, un regista danese. E’ ben girato, storia di droga debiti e ricatti, e personalmente trovo che sia perfetto e d’impatto se collocato a metà degli anni 90 (è del ‘96). Rivedendolo a distanza di 10 anni forse ha perso qualcosa ma sicuramente merita ancora una visione casalinga.
    L’unica vera pecca è il finale “incompleto”..forse il fascino della trilogia aveva già colpito il povero Nicolas? ;)

    hakai |

Lascia una Risposta