I personaggi di Sunshine sono come Sirio il Dragone, ma senza statuette
Autore: Sig. Tolleranza
Quando vidi per la prima volta i Cavalieri dello Zodiaco, ebbi lo smisurato culo di beccarli dalla prima puntata. Il che fu un bene, perché potei godermi l’intera saga e capire i personaggi nella loro infinità complessità. Tra tutti i personaggi, uno in particolare mi colpì da subito: Sirio il dragone. Sirio, è un personaggio complesso, con mille sfortune ed un amore tormentato alle spalle. Già dal suo primo incontro, Dragone vs Pegasus, mette in pericolo la sua vita, combattendo senza armatura, e solo grazie all’intervento di Pegasus, che con un pugno riattiva il suo cuore, sopravvive. Poi va dal maestro Mur, che per riparare le armature, gli chiede un tributo in sangue, e solo grazie alla generosità di Mur, sopravvive. Dopodiché in quasi tutti gli scontri, che di solito durano un 3-4 puntate, Sirio rischia costantemente di crepare, perdere la vista, non riuscire a ritornare dal mondo dei morti, immolarsi nel culmine del Drago Nascente e bla bla bla…
Ma perché Sirio non crepa mai?
Perché è un personaggio interessante? No!
Perché è un personaggio fondamentale? No!
Perché…. che cazzo ne so? NO!
Si sa esattamente perché Sirio non muore. Il suo personaggio è stato sul cazzo a tutti gli sceneggiatori già da subito, ma non ai produttori della serie, che avevano già preparato le statuette dei cavalieri dello zodiaco ed aspettavano di venderle (Excel Saga docet). Quindi Sirio doveva restare in vita. Sennò che cazzo si vendeva?
E così, in un modo o nell’altro, gli sceneggiatori ci provano a farlo crepare, ma sotto palese minaccia di non rinnovare il loro contratto, lo salvano sempre in extremis, facendo capire al pubblico che, fosse per loro, Sirio sarebbe potuto spegnersi durante un brutto attacco di scolo in un bordello di Shangai strafatto di crack e puttane.
E Sunshine e un po’ così, solo che non ci sono statuette da vendere, solo un immenso polpettone da far digerire, e quindi i personaggi crepano un po’ alla cazzo, senza un senso, mentre il film si introia sempre di più, ma non finisce tutto ne nel sangue e merda, ne nel grande cerchio della vita. Perché Sunshine si può riassumere con tre canzoni:
“Danny boy(le), I know you got time
But what are you waiting for? (per andartene a fare in culo?)” The Feeling - “Sewn”
“Si e’ spento il sole
chi l’ha spento sei tu (così come la mia voglia di vivere)” Adriano Celentano - “Si è spento il sole”
“Reach up for the sunrise
Put your hands into the big sky
You can touch the sunrise
Feel the new day enter your life (un po’ commerciale è ok)” DURAN DURAN - “(Reach Up For The)Sunrise”
E quindi adesso sapete la trama di Sunshine.
Che fa cagare.

PS: Il sito è ok, e l’allarmismo dei miei colleghi è assolutamente ingiustificato.Gli ci vorrà un bagno di sole al 7%. Ed ora scusatemi, vado a calcolare la velocità di rotazione dei miei coglioni a mano, 2 volte, anche se ho un supercomputer ad un centimetro da me che fa anche le siringhe alle vacche.
Porca vacca che giro semplicemente per dire che Sunshine fa schifo… sono impressionato.
Dave Nomad | 27 Aprile 2007, ore 14:37Però ti ha divertito, amico mio.
Sig. Tolleranza | 27 Aprile 2007, ore 16:11Comunque non postare 3 volte un commento, te li recupero io se il trencaspam li sega.
Due in realtà… ora lo so, mica so’ mago!
Dave Nomad | 27 Aprile 2007, ore 18:14Dave questo perchè ci piace produrre detriti.
Troppo 2001 Odissea nello spazio, troppo Punto di non ritorno.
Però il Tollo ha perfettamente ragione. Danny Boyle, o quello che ne resta dopo gli anni dell’eroina, si immedesima nei protagonisti che scrive e dirige. Ha una sua fissa sull’uomo un pò sfigato che nonostante tutto riesce a dare un senso alla propria esistenza.
Cosa che in questo film è rimasta appunto nella testa del protagonista e ovviamente nella sua.
attenzione spoiler….. non proseguire se non l’avete visto
l’eroico capitano fallisce
lo psicologo si lascia sopraffare dal misticismo
altri cadono e falliscono
il protagonista incede insicuro e….
che cazzo vede?
cecil | 27 Aprile 2007, ore 20:03