Signore e signori, torna er maestro.

Autore:  Sig. Tolleranza

Dopo undici anni ritorna Funari.

Alcune perle

Quindi non rinuncerà alle provocazioni, alle parolacce?
“E daje co le parolacce, me volete fa ‘ncazzà… La volgarità non è quella. Aristofane insegna. Sono senza peli sulla lingua, ma rispetto il sabato sera tv: non dico porca troia se non serve. Dovrei impazzire…”.

Salva almeno le conduttrici?
“La tv è professione maschile. Ma Raffaella Carrà e Simona Ventura sono brave, hanno le palle. Maria De Filippi è una cacciatorpediniera: quando trasmette merda si sottrae, quando trasmette oro si somma”.

E i problemi che Celentano ha avuto con la rete?
“Adoro Celentano: ha alzato il tono perché voleva promuoversi. Lui è un bel democristianone. Per me è facile la sintonia con la rete. Per Cugia forse è diverso: lui ha delle ferite fresche, io le ho cicatrizzate”.

Da Bonolis annunciò la sua morte imminente, per fortuna si sbagliava…
“Mica tanto. Ho un edema polmonare, ho fatto un’operazione a cuore aperto, vado avanti con cinque bypass. Insomma, posso morire da un momento all’altro. E lei lo sa (guarda la giovane moglie che sorride imbarazzata). Mi piace l’idea che questa sia una trasmissione di chiusura della mia vita… Forse dopo mi concederò solo un film”.

Per dirla con il suo imitatore Guzzanti, “je la fa” a vincere la sfida del sabato sera?
“Je la famo, je la famo… Corrado Guzzanti stia ‘bono” ride Funari, strizzando l’occhio all’amico Diego Cugia, che lo controlla a distanza. Poi aggiunge: “St’Apocalysse è robba forte, ce sò più emmozioni che effetti speciali. Anche se preferivo l’Apocalysse in un giorno diverso: diciamo di martedì, non di sabato sera”. Accarezza la barba bianca, con fare da grande vecchio, spegne l’ennesima sigaretta.

Potrebbe essere molto F&D.

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