Io corro, tu scappi.

Autore:  cecil

Se fossi uno studente della Kansas State University sarei contento di avere Michael Wesch come docente. Usa nuove tecnologie nelle sue lezioni e si avvale di bellissime animazioni filmate per spiegare qualcosa di così sfuggente come il Web 2.0.
Bene, dopo aver dato un occhiata al filmato ho le idee un pò più chiare su cosa sia il web 2.0, ovvero: sempre la medesima merda. E’ riduttivo dire che il web 2.0 è aprire un blog, uploadare le stronzate con gli amici o condividere le foto osè della tua ex ragazza. La frase ad effetto è proprio “web 2.0 is linking people”. Uno slogan spicciolo per una realtà utopica (per adesso). Il sistema costituito da questo sapere condiviso può creare un “legame” tra persone che hanno gli stessi interessi e stesse peculiarità. Possiamo conoscere realtà inimmaginabili fino ad allora sconosciute. E quindi? Ora so che con la coca cola e le mentos si fanno bellissime fontane, so che paris hilton è una troia e internet è il lato schizofrenico della nostra società. Per adesso il web 2.0 si riduce a passare il tempo, così come fare zapping compulsivo davanti alla tv. C’è da dire che lo zapping televisivo era ed è passività: puoi scegliere tra X possibilità, finché non trovi quella che ti soddisfa. Internet invece oltre a permetterti questo ti dà la possibilità di fare uno zapping più selettivo e, soprattutto, ti dà la possibilità di essere attivo, dicendo la tua. E nel momento in cui proponi tali contenuti puoi entrare in contatto con tutti coloro che propongono contenuti simili (”linking people”).
Eppure mi pare si voglia riproporre una zuppa già digerita sotto forma di manifesti da quattro soldi, per vendere l’idea di uno nuovo strumento rivoluzionario. Insomma, io sono stato più colpito dalla frase “fare imparare alla macchina”, anche se ancora fatico a capire se dietro tutto questo delirio verso il web di seconda generazione c’è davvero qualcosa di sostanziale o siamo di fronte all’ennesima puttanata gonfiata.

Perché?
C’era già stato un topic, nel forum, ed io da estimatore di Frank Miller, mi ero dimostrato dubbioso.
Tuttavia ai tempi, mi ricordo anche che qualcuno segnalò uno screen-comparing e la cosa mi impressionò molto.
Ora, le prime entusiastiche recensioni americane e le ultime news sul regista, che lo dannò come regista di Watchmen, mi fanno pensare che il film possa essere un capolavoro.

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Nessun dolore, nessun guadagno.

Autore:  Sig. Tolleranza

Se questa frase fosse vera, gli italiani dovrebbero essere milionari.
Comunque, almeno in sala giochi, questa frase ha un senso.

Dopo che anche i videogiochi più spensierati iniziano a parlare di attacco terrostico;
Dopo che hai vinto un milione di crediti alle “slots” e ti porti a casa una sonora minchiata;
Dopo che hai speso tempo e voglia per vincere un pupazzetto e il tuo amico lo becca al primo colpo;
Dopo che ti sei reso conto che è una droga e hai speso una barca di soldi.
Dopo…

… ti rendi conto che per quanto hai sofferto, almeno hai guadagnato in buonumore.
Buona settimana a tutti.

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Fondamentalmente dei morti frega un cazzo.
Non erano parenti, non erano amici, non era gente famosa, quindi non frega un cazzo.
“Show must go on” cantava Freddy Mercury mentre andava in tour con i Queen pur avendo l’AIDS.
La vita era la sua.
La morte era vicina e certa.
Più vicina che certa, che alla fine certa lo è per tutti.
Però.

C’è chi ha la fortuna di morire nel proprio letto, magari coi cari vicini.
C’è chi ha la fortuna di morire sapendo quando, e tutti gli stringono attorno.
C’è chi non sa quando, ma muore bene.

E poi c’è chi lo piglia nel culo e muore mentre non se l’aspetta, magari il giorno che ha litigato a casa, che se n’è andato senza salutare, che c’aveva i cazzi suoi.
Oppure muore pestato, accoltellato, con una pallottola nello stomaco, soffocato, in cui i suoi ultimi istanti di vita sono solo dolore e rabbia.

Ma fondamentalmente, alla fine della fiera, e dopo tutti i funerali, dei morti frega un cazzo.
Lo spettacolo deve continuare.

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL! CAMPIONI DEL MONDO!!! CAMPIONI DEL MONDO!!! COGLIONI DEL MONDO!!!

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Dr. Frankenstein: AIgor, posso parlarti un momento?
Igor:: Certamente.
Dr. Frankenstein: Siediti, vuoi?
Igor:: Grazie.
Dr. Frankenstein: No no, più su.
Igor:: Grazie.
Dr. Frankenstein: Dimmi, quel cervello che mi hai portato era di Hans Delbruck?
Igor:: No.
Dr. Frankenstein: Ah, bene. E ti dispiacerebbe dirmi di chi era il cervello che gli ho messo dentro?
Igor:: Non si arrabbierà, eh?
Dr. Frankenstein: No io non mi arrabbierò
Igor:: Ab… qualcosa.
Dr. Frankenstein: Ab… qualcosa. Ab chi?
Igor:: Ab… norme.
Dr. Frankenstein: Ab… norme!
Igor:: Son quasi sicuro che era quello il nome.
Dr. Frankenstein: Ah, ah! Vorresti dire che io ho messo un cervello abnorme in un energumeno lungo due metri e venti e largo come un armadio a due ante? Canaglia! È questo che vorresti dirmi?

[ Fonte ]

Mi sono rotto i coglioni.

Ormai non c’è più un modo di affrontare discussioni, il relativismo morale impera, avere un punto di vista accettabile su qualunque cosa è lecito, salvo per quei tabù per i quale il borghesismo provinciale ancora impera. Se dico che uccidere indiscriminatamente chiunque mi spacchi il cazzo è giusto, sono un nazifascista psicotico, mentre se dico che magari il papa è un coglione, sto solo esprimendo un’opinione.
Il fatto che i fumatori non siano socialmente accettati mentre gli alcolizzati e i cocainomani si, mi rende oltremodo disgustato.
Ogni volta che cerco di esprimere un pensiero vengo soffocato da mille punti di vista diversi e non c’è mai una sola riflessione che vada oltre i canoni del “Mi piace questo…”, “Penso sia così…”, “Credo sarebbe meglio…”, mai un cazzo di frase che si basi sulla logica, sul raziocinio, sul ragionamento filosofico, sullo studio, sulla coscienza collettiva accumulata.
La finta libertà di opinione, la maschera dietro cui ognuno si sente libero di vomitare le peggio stronzate senza preoccuparsi minimamente di sostenerle in modo coerente, è la bandiera del finto progressismo liberale, della nuova rinascita illuministica, dell’umanesimo che rimette l’uomo al centro dell’uomo e stocazzo in culo.
Mi sono rotto i coglioni.
Vado a cagar fuori tutte le stronzate che ho dovuto ascoltare/leggere. Ci sentiamo poi.