Io corro, tu scappi.
Autore: cecil
Se fossi uno studente della Kansas State University sarei contento di avere Michael Wesch come docente. Usa nuove tecnologie nelle sue lezioni e si avvale di bellissime animazioni filmate per spiegare qualcosa di così sfuggente come il Web 2.0.
Bene, dopo aver dato un occhiata al filmato ho le idee un pò più chiare su cosa sia il web 2.0, ovvero: sempre la medesima merda. E’ riduttivo dire che il web 2.0 è aprire un blog, uploadare le stronzate con gli amici o condividere le foto osè della tua ex ragazza. La frase ad effetto è proprio “web 2.0 is linking people”. Uno slogan spicciolo per una realtà utopica (per adesso). Il sistema costituito da questo sapere condiviso può creare un “legame” tra persone che hanno gli stessi interessi e stesse peculiarità. Possiamo conoscere realtà inimmaginabili fino ad allora sconosciute. E quindi? Ora so che con la coca cola e le mentos si fanno bellissime fontane, so che paris hilton è una troia e internet è il lato schizofrenico della nostra società. Per adesso il web 2.0 si riduce a passare il tempo, così come fare zapping compulsivo davanti alla tv. C’è da dire che lo zapping televisivo era ed è passività: puoi scegliere tra X possibilità, finché non trovi quella che ti soddisfa. Internet invece oltre a permetterti questo ti dà la possibilità di fare uno zapping più selettivo e, soprattutto, ti dà la possibilità di essere attivo, dicendo la tua. E nel momento in cui proponi tali contenuti puoi entrare in contatto con tutti coloro che propongono contenuti simili (”linking people”).
Eppure mi pare si voglia riproporre una zuppa già digerita sotto forma di manifesti da quattro soldi, per vendere l’idea di uno nuovo strumento rivoluzionario. Insomma, io sono stato più colpito dalla frase “fare imparare alla macchina”, anche se ancora fatico a capire se dietro tutto questo delirio verso il web di seconda generazione c’è davvero qualcosa di sostanziale o siamo di fronte all’ennesima puttanata gonfiata.
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