Come già segnalò il buon Cecil.

Autore:  Sig. Tolleranza

Guardatevi “Bad Santa” (aka “Babbo Bastardo”).

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Riduci, Riutilizza, Riclica.

Autore:  Sig. Tolleranza

Dove stiamo andando?
Non credo nella direzione giusta, dato che “3 è un numero magico” non indica più le 3 ERRE, ma una compagnia telefonica.

Tuttavia credo che prima o poi le cose miglioreranno. Come lo so? Perché incontro difficoltà nel trovare qualcuno a cui affidare un lavoro a tempo indeterminato. In effetti ci deve essere un livello di benessere tale per cui solo io credevo fosse difficile trovare un lavoro a tempo indeterminato.
Scusatemi.
Ahahahah!!!!11uno

Spazzatura

Personaggio dell’anno

Autore:  cecil

si, proprio tu
Esatto, hai letto bene, sei proprio tu. E tu. E tu. E tu. E perfino io.
Non me lo aspettavo proprio questo premio, sono commosso. Chissà con chi ce lo siamo giocato al fotofinish. Il mago do Nascimento? Fidel? Ahmadinejad? Paris Hilton?
Finalmente la democrazia digitale al potere La rivoluzione è già partita, il potere è di nuovo nelle mani delle masse grazie ad Internet. I grossi marchi non vedono l’ora di perdere il potere di manipolare l’informazione a vantaggio della gente comune. Quei pochi che detengono il potere mediatico stanno già tremando immagino.

E ora dirò una serie di stronzate clamorose, ma lo farò come piace a noi, piano piano, sottovoce (cit.)
Siamo bimbi appena nati gettati nell’oceano. Ci siamo arrivati a riva.
Cosmopolitismo, individualismo positivo, interattivo. Autocelebrazione continua, la nostra memoria che non vede limite.
Schermi, specchi, pozze d’acqua, dall’alba dei tempi non sbiadisce la nostra immagine riflessa.
Nostro tentativo di somigliare al vero. Riproduzione, riproposizione della storia, come rotolo di carta quando sei al cesso.
Tiri quanto basta, poi lo strappo. In attesa dei prossimi bisogni.
Specchio degli specchi, verità sulle verità, luce da luci. Mente che riflette, ripetutamente.

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Uomini e uomo

Autore:  cecil

Due titoli da mettere sotto l’albero, parlo di “Children of Men” e “Inside Man”, entrambi con Clive Owen. Il tizio che non avevo mai visto recitare se non in Sin City nel ruolo del poliziotto. Mi ero detto, probabilmente è il meglio che riesce a fare. E invece no.

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Nonostante sia un ignorante in materia posso affermare che Alfonso Cuaron e Spike Lee (i due registi) sono riusciti a rappresentare meravigliosamente la realtà di oggi attraverso il linguaggio delle immagini.
Il primo film si svolge in un mondo degradato dalla violenza e dalla paura. Non c’è spazio per la speranza e per cause inspiegabili le donne non sono più fertili. Siamo in un futuro distopico, dove la razza umana si trova ad affrontare il problema dei problemi: l’estinzione. Lo spettatore entra a poco a poco in una realtà parallela, ma tremendamente convincente. Il clima è sporco e caotico, non è dipinto un futuro alla “1984″ o al più attuale “V for Vendetta”: la politica si annusa lontanamente, qui è rappresentata la società “civile” con tutte le sue verità e le sue incongruenze. Le riprese con macchina a mano aumentano il coinvolgimento dello spettatore, sembra quasi sentirlo l’odore di esplosivo e di polvere. Poi se si vuole godere di tecniche cinematografiche sopraffine ci sono due piani sequenza che valgono da soli il prezzo del biglietto. Due azioni tutte d’un fiato, dove Alfonso Cuaron riesce a metterci dentro tutto quello che è possibile metterci e il risultato è lì davanti allo schermo. E la storia decolla. Senza bisogno di tentare spiegazioni deludenti o deboli verità.
Nell’altro film Clive Owen, assieme a Denzel Washington, danno vita al classico film del cattivo che riesce a pianificare il furto perfetto e del poliziotto che vuole redimersi e fa di tutto per fermarlo. Storia trita e ritrita, ma come sappiamo bene Spike Lee è un genio e utilizza questo stratagemma (e una buonissima sceneggiatura) per parlare anche d’altro, dell’America intera. Un gruppo di malviventi travestiti da imbianchini assalta una banca a volto coperto e sequestra le persone all’interno dell’edificio. I malcapitati sono costretti a vestirsi come loro e piano piano le identità si mescolano. Non si sa più chi sono le vittime e chi i carnefici. Quale migliore metafora per spiegare cosa è successo l’11 Settembre? Un gruppo di malviventi attacca una banca con il chiaro intento di prendere qualcosa che qualcuno voleva nascondere. O almeno così si crede. Fuori è il caos, la polizia sospetta di tutti, nessuno è al sicuro e certi diritti vengono calpestati per il bene comune. La rapina è un ottimo specchietto per le allodole, se hai già in mente cosa vuoi ottenere.
Sono questi i film che riconciliano con il bel cinema e anche con il natale.

Sono molto impegnato, in questi giorni, a fare qualcosa che non credevo di essere in grado di fare, ma che mi viene bene.
Questo non vuol dire che non segua F&D o che stia con le mani in mano, quindi eccovi in breve il resconto di quello che avrei voluto scrivere:

nulla

Birds flying high, you know how I feel.
Sun in the sky, you know how I feel.
Reeds drifting on by, you know how I feel.
It’s a new dawn, it’s a new day, it’s a new life for me…
And I’m feeling good.

Fish in the sea, you know how I feel.
River running free, you know how I feel.
Blossom in the trees, you know how I feel
It’s a new dawn, it’s a new day, it’s a new life for me…
And I’m feeling good.

Dragonfly out in the sun, you know what I mean, don’t you know.
Butterflies all having fun, you know what I mean.
Sleep in peace when, ah, this day is done,
and this old world, is a new world and a bold world for me…

Stars when you shine, you know how I feel.
Scent of the pine, you know how I feel.
Yeah, freedom is mine, and you know how I feel
It’s a new dawn, it’s a new day, it’s a new life for me…
And I’m feeling good.

Yeah, ooh… free, Freer than you… Feeling good.