Uomini e uomo

Autore:  Cittadino

Due titoli da mettere sotto l’albero, parlo di “Children of Men” e “Inside Man”, entrambi con Clive Owen. Il tizio che non avevo mai visto recitare se non in Sin City nel ruolo del poliziotto. Mi ero detto, probabilmente è il meglio che riesce a fare. E invece no.

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Nonostante sia un ignorante in materia posso affermare che Alfonso Cuaron e Spike Lee (i due registi) sono riusciti a rappresentare meravigliosamente la realtà di oggi attraverso il linguaggio delle immagini.
Il primo film si svolge in un mondo degradato dalla violenza e dalla paura. Non c’è spazio per la speranza e per cause inspiegabili le donne non sono più fertili. Siamo in un futuro distopico, dove la razza umana si trova ad affrontare il problema dei problemi: l’estinzione. Lo spettatore entra a poco a poco in una realtà parallela, ma tremendamente convincente. Il clima è sporco e caotico, non è dipinto un futuro alla “1984″ o al più attuale “V for Vendetta”: la politica si annusa lontanamente, qui è rappresentata la società “civile” con tutte le sue verità e le sue incongruenze. Le riprese con macchina a mano aumentano il coinvolgimento dello spettatore, sembra quasi sentirlo l’odore di esplosivo e di polvere. Poi se si vuole godere di tecniche cinematografiche sopraffine ci sono due piani sequenza che valgono da soli il prezzo del biglietto. Due azioni tutte d’un fiato, dove Alfonso Cuaron riesce a metterci dentro tutto quello che è possibile metterci e il risultato è lì davanti allo schermo. E la storia decolla. Senza bisogno di tentare spiegazioni deludenti o deboli verità.
Nell’altro film Clive Owen, assieme a Denzel Washington, danno vita al classico film del cattivo che riesce a pianificare il furto perfetto e del poliziotto che vuole redimersi e fa di tutto per fermarlo. Storia trita e ritrita, ma come sappiamo bene Spike Lee è un genio e utilizza questo stratagemma (e una buonissima sceneggiatura) per parlare anche d’altro, dell’America intera. Un gruppo di malviventi travestiti da imbianchini assalta una banca a volto coperto e sequestra le persone all’interno dell’edificio. I malcapitati sono costretti a vestirsi come loro e piano piano le identità si mescolano. Non si sa più chi sono le vittime e chi i carnefici. Quale migliore metafora per spiegare cosa è successo l’11 Settembre? Un gruppo di malviventi attacca una banca con il chiaro intento di prendere qualcosa che qualcuno voleva nascondere. O almeno così si crede. Fuori è il caos, la polizia sospetta di tutti, nessuno è al sicuro e certi diritti vengono calpestati per il bene comune. La rapina è un ottimo specchietto per le allodole, se hai già in mente cosa vuoi ottenere.
Sono questi i film che riconciliano con il bel cinema e anche con il natale.

4 Risposte a “Uomini e uomo

  1. riconciliano senza il “gl”

    ma puoi dire che l’ai fatto apposta

    tutto molto giusto cmq.

    Divventuno |
  2. l’ai senza “h”

    ma puoi dire che l’hai fatto di proposito.

    t.v.u.m.d.b. cmq.

    Sig. Tolleranza |
  3. Con “t.v.u.m.d.b.” intendi “Ti voglio uccidere mentre dormi bastardo”?

    Feder |
  4. sorry, nella fretta mi sono confuso

    cecil |

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