Come bruciare quello che ti passa intorno in tre mosse
Autore: cecil
Un’idea imprecisa ha sempre un avvenire. (Leo Longanesi) Potrei tenere un corso su come far un discorso privo di senno, ma non è realmente quello che voglio fare. Frignare in modo perverso sulla storia dell’universo. No, non lo voglio fare. Voglio capire cosa spinge una persona a venir assuefatta da un idea e rimanere ancorata ad essa. Se l’idea è potente, funziona come un epidemia. Prima focolaio isolato, poi ristretta cerchia, infine, ad ondate concentriche, propagata a tutta la collettività. Insomma, se un idea è esplosiva, alla fine esploderà, facendo una copia di sè in altri organismi, mutando in altre forme e morendo nel giro di decenni. Batteriologia applicata. Non è così che funziona il mondo? In fondo veniamo tutti da un brodo primordiale. Ci dicono che l’essere umano ha elaborato un modo di soffrire che nessun animale può sperimentare. Soffriamo del reale e di tutto quello che la nostra mente è capace di inventarsi.
Eppure più vengono mostrare guerre, bombe, distruzioni e più veniamo anestetizzati. Sembra quasi che vogliano farci abituare all’idea della morte, come parte del nostro quotidiano, come parte del divertimento.
Questa sorta di anestesia mediatica è una vaccinazione per un unico individuo, la massa. Presi singolarmente abbiamo sempre gli stessi dubbi e le stesse incertezze. Per questo, navigatore di questo sito, ti chiedo di non farti assuefare da nessuna idea.
Amoreggiate con le idee finché vi piace; ma quanto a sposarle, andateci cauti. (Arturo Graf)
A Ferragosto si esce, a ferragosto si lavora.
Autore: Sig. Tolleranza
Vi sono alcune categorie di persone lavoratori, come i baristi, i bagnini ed altri, che vivono le vacanze estive in un modo totalmente diverso da quello della maggior parte dei lavoratori.
Quando voi andate in vacanza, loro lavorano duro.
E non c’è nulla di anormale in tutto ciò: è chiaro che perché voi possiate abbronzare i vostri bianchi culi, qualcuno il culo se lo deve fare nero, ma non per il sole.
Ora, se non mi fossi trovato a dover lavorare in questi giorni di “vacanza”, molto probabilmente non mi sarei soffermato più di tanto a ragionare su questo fatto, ma la domanda sorge spontanea: cosa può spingere una persona a lavoare quando tutte le altre si divertono?
È un asociale, che denigra i divertimenti e gode nel lavorare? Ma ci sono anche tante persone che finito di lavorare si vanno a divertire, È una costo di dormire solo 2 ore a notte.
È un disgraziato che deve lavorare sennò non riesce a sostenere la propria famiglia? Ma ci lavorano anche ragazzini di 16 anni desiderosi di soldi per le vacanze o per il motorino.
È un “che cazzo ne so, non me ne frega niente”?
No, a me interessa.
M’interessa capire se è obbligatorio divertirsi quando te lo dicono, se è lecito fare i gavettoni il 15 agosto ma non il 27, se è vero che alla fine devi gioire oggi, festeggiando cosa - l’assunzione di Maria Vergine in cielo - e il 16 farti i cazzi tuoi, se alla fin fine vai a letto alle 6, ma domani ci vai alle 11.
Stamattina lavoro, oggi pomeriggio andrò al mare e, stasera, felicemente a letto.
Buon ferragosto a tutti!
Nuove arti per dispositivi mobili
Autore: cecil
Sono tornato con un messaggio: arrendetevi. Ormai siamo inconsapevolmente fan di Paris Hilton, Hilary Duff, Checco Zalone e compagnia bella. L’era della comunicazione mobile è al picco, scordate di liberarvi del vostro aggeggio diabolico.

Grand Theft Auto: Coke
Autore: Sig. Tolleranza
Evviva l’estate!
Autore: Sig. Tolleranza

Consolandomi.
Autore: sbagloi
All’orizzonte di quell’oceano
ci sarebbe stata sempre un’altra isola,
per ripararsi durante un tifone,
o per riposarsi e amare.
Quell’orizzonte aperto sarebbe stato
sempre lì, un invito ad andare.
Hugo Pratt
