meno trecentosessantaquattro
Autore: cecil
Come dissi al sig. Tolleranza nella precedente news, scriverò 365 post sul calcio (gli eroi sono altri, questo non dimentichiamocelo).
Prendo spunto dalla festa mondiale dell’Italia per parlare del festeggiare. Quando si festeggia ti senti forte, non hai niente di cui temere. Può essere visto come atto egoistico ma anche come spinta necessaria per superare le difficoltà che la vita ti mette davanti.
La storia non è mai andata avanti senza festeggiamenti, non si può impedire alla gente di scendere in piazza e dimenticarsi di tutto il resto. Da questo punto di vista forse l’Italia ha festeggiato in questo modo così “esasperato” non solo per la vittoria (perchè diciamocelo, a tutti piace vincere… fottesega partecipare), ma anche per esorcizzare le paure di un periodo “oscuro” che ormai è alle spalle.
Ora la festa è finita. Siamo come prima? Peggio di prima? Chi può dirlo…
Penso siamo uguali a prima, forse migliori.
Sig. Tolleranza | 15 Luglio 2006, ore 18:58Il problema è che il periodo buio non è ancora finito, o almeno, non lo sarà fino alla prossima finanziaria.