Lunedì: latte a colazione
Autore: Sig. Tolleranza

Come si vota
Autore: cecil
San marino è l’antica terra della libertà. Per continuare ad essere antica le nostre istituzioni hanno pensato bene di utiilizzare uno dei metodi più antiquati per espletare le operazioni di voto. Dopo il voto l’elettore deve incollare il bordo inferiore della scheda, avendo cura di lasciare l’appendice recante il numero della scheda esternamente. Una piccola appendice delle dimensioni di un origami fatto al microscopio. Ovviamente la miglior colla per questa operazione non è un comune tubetto di colla, ma bensì la famigerata Coccoina con il pennellino. All’ora in cui sono arrivato, pomeriggio inoltrato, il pennello era diventato più uno scovolino da bottiglie. Dovevi poi stare attento a non appoggiare i gomiti nella cabina elettorale, altrimenti rischiavi di rimanere incollato lì dentro, poi il presidente di seggio avrebbe dovuto chiamare le forze dell’ordine per prelevarti. Tu e la cabina.
Pubblico lettera: figli degli anni ‘80
Autore: cecil
“Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90. Per non aver vissuto direttamente il ‘68 ci dicono che non abbiamo ideali. Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice. Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga. Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall’Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre. Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero. Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in. Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill. Gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball (”con Crystal Ball ci puoi giocare.”), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà , i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim. La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme. La generazione che non ricorda l’Italia Mondiale ‘82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l’Italia di quest’anno è la favorita. L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli. Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacc imbottiti, e tanto meno le rotelle!! Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l’aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l’acqua direttamente dalle fontane dei parchi, acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! Abbiamo avuto libertà , fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò. Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!”
3 giugno: cena a base di avanzi
Autore: Sig. Tolleranza
Dopo le feste, molti hanno la sensazione che si debba tornare a quella routine che appare “squallida”, “normale”, “quotidiana”, se volete “banale”.
Molte persone pensano sia simile ad una depressione da post coito.
Molte persone iniziano a sognare la prossima occasione per far festa.
Molte persone sognano qualcosa di meglio che la vita di tutti i giorni.
Altri no.
Queste persone, sono quella particolarissima fetta del genere umano che crede ci sia qualcosa di bello anche nella vita di tutti i giorni.
Anche se la vita di tutti i giorni può sembrare banale.
Anche se può sembrare ripetitiva.
Anche se tutto ti va male.
Altri no.
Ad altri non frega un cazzo, ne dell’una, ne dell’altra cosa, perché sono depressi, e pensano che non ci sia niente da festeggiare, ma, al tempo stesso, pensano anche che non ci sia niente di bello nella normalità.
Altri no.
Altri si chiedono perchè farsi domande senza risposta sul perché essere tristi, felici o sarcazzo come stare per via delle feste appena passate, invece di vivere il presente.
E magari vivono meglio.
Tu da che parte preferisci stare?
Sui giovani americani d’oggi ci scatarro sù…
Autore: cecil
Due giugno, festa della repubblica italiana. Io che sono di San Marino, e qua festa non è, vorrei fare festa con il “Venerdì Topa”. Ma prima vorrei fare una parentesi. Il ministro dell’economia Padoa-Schioppa più o meno ha detto che “San Marino è stato un errore”, non so a cosa si riferisse. Probabilmente al momento in cui ha deciso di venire quì ad operarsi di prostata. Fine parentesi.
Questa pseudo galleria artistica si propone di ritrarre “Urban Pin Up”, ovvero ragazze della porta accanto ritratte in ambienti urbani, degradati, immortalate acqua e sapone, niente set e luci scintillanti. Mi chiedo però quanto ci sia di artistico in questo o questo. La vista di una bella ragazza non è mai cosa brutta, ma ritrarla in un orto non mi sembra così artistico. A meno che il fotografo ci abbia voluto far capire che prima o poi le avrebbe mostrato altri vegetali. Più affusolati.
In più ho scoperto che il sito è ben più vasto e ritrae le feste americane.
Cosa inquietante è stata che tra questi party si aggira la sosia di Platinette
Mother, please!
Autore: cecil
Questo video è piuttosto ridicolo, ma ci fa capire in quale stato di alienazione siamo costretti a vivere. Questo “Lab” è uno dei tanti studi che utilizzano il grottesco come arma di seduzione di massa. Una continua e prolifica esasperazione nella ricerca della contraddizione di termini e di simboli. Siamo affascinati e allo stesso tempo turbati da tali visioni.