Articolo interessante sulla crittografia
Autore: cecil
Come diceva Gibson nel suo Neuromante: l’informazione è potere. Cosa di più importante nel preservarla? Sulla rete ho trovato la nuova frontiera della crittografia:
Si chiama Crittografia Quantistica ed è ormai in fase di studio. Vediamo in poche semplici parole qual è il funzionamento che sta alla base…
La crittografia che usiamo normalmente si basa su qualche procedimento matematico che, per quanto complesso, può sempre essere scoperto tramite un’opportuna potenza di calcolo (e a patto di avere, per certi algoritmi, migliaia di anni di tempo). Nella crittografia quantistica invece si fa uso di un principio fisico chiamato principio di indeterminazione di Heisenberg, un principio fondamentale della fisica che dice che quando si guarda un oggetto di dimensioni subatomiche, il fatto stesso di quardarlo lo altera e quindi non sapremo mai com’è fatto veramente in quell’istante.
La tecnica prevede di inviare le informazioni sotto forma di fotoni inframmezzati da “fotoni esca”, che non dicono nulla. Dopo questo segnale viene trasmesso un altro treno di fotoni che dicono quali sono le esche, nel treno precedente. Se qualcuno cerca di intercettare i treni di informazione, il fatto stesso di cercare di guardarli li altera e così i due treni non coincidono più. E noi capiamo di essere stati intercettati.
Articolo tratto da HackerJournal #99.
Questo articolo secondo le disposizioni di HackerJournal è opensource
per l’uso sul web, ma è protetto da copyright per la stampa. Trascritto in forma digitale da Micheletto Davide (http://micke84.altervista.org ).
se è per questo hanno teorizzato anche le banconote quantistiche, dove c’è un quadratino (di un certo materiale) con dentro dei fotoni polarizzati secondo un certo verso; non c’è modo di falsificarle. Ovviamente nè la crittografia nè le banconote sono realizzabili nella pratica, dato che gli strumenti necessari al loro funzionamento sono ultracostosi (o forse non esistono nemmeno, non ricordo…) e poi dovremmo avere tutti un dottorato in fisica per farli funzionare…
zalamkhis | 10 Maggio 2006, ore 16:49magari tra qualche eone…
e pensare che una volta
si studiava la calligrafia…
p.s.
ehi, ho aggiornato i link
perché era giusto
besos
rododentro
filippo | 12 Maggio 2006, ore 10:45grazie a te! ma non farai altro che attirare la peggior specie sul tuo bel sito!
cecil | 13 Maggio 2006, ore 18:41Mi meraviglia vedere che c’e’ qualcuno che segue le cacate di hackerjournal che sforna quella specie di giornaletto, buono solo a pulirsi il culo.
Retrogod | 26 Febbraio 2007, ore 18:32Hackerjournal, per me, e’ solo merda a spruzzo
una fortuna davvero, non avrai mai il culo sporco
cecil | 20 Aprile 2007, ore 17:05